Anche nel 2026 il sistema fiscale italiano continua a vedere nel regime forfettario il pilastro fondamentale per la piccola imprenditoria e i professionisti (altrimenti conosciuto come flat tax).
1. I requisiti di accesso: la soglia degli 85.000 euro
Il tetto dei ricavi e compensi per l’accesso e la permanenza resta fissato per il 2026 a 85.000 euro annui.
L’importo deve essere "ragguagliato ad anno": ciò significa che chi apre la partita IVA a metà anno dovrà proporzionare la soglia ai mesi di effettiva attività.
Oltre al fatturato, il legislatore pone un limite alle spese per il personale: il contribuente non può superare i 20.000 euro lordi annui per lavoro dipendente, collaboratori o lavoro accessorio. Questo parametro mira evidentemente a mantenere il regime ancorato a realtà di piccole dimensioni, dove l'apporto del titolare è prevalente.
2. La "Flat Tax" al 15% e al 5%: come si calcola il reddito
Il vantaggio competitivo del regime è l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali. La misura standard della flat tax è il 15%.
Per chi avvia una nuova attività, l'aliquota scende al 5% per i primi cinque anni, ma per accedere a questo "super-sconto", sono necessari tre requisiti:
- non aver esercitato attività d'impresa o professionale nei tre anni precedenti;
- l'attività non deve essere una mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente (salvo il praticantato);
- in caso di prosecuzione di attività altrui, i ricavi del precedente titolare devono rientrare nei limiti del regime.
Il calcolo dell'imponibile avviene applicando i coefficienti di redditività. Ad ogni codice ATECO è associata una percentuale (ad esempio, il 78% per i professionisti o il 40% per il commercio) che determina forfettariamente il reddito. Da questa cifra si possono dedurre esclusivamente i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno.
3. Le esclusioni e il limite dei 35.000 euro per i dipendenti
Non tutti possono accedere al regime forfettario, anche rispettando il limite dei ricavi.
Tra le cause di esclusione più rilevanti troviamo:
- Partecipazioni societarie: è vietato partecipare contemporaneamente a società di persone o associazioni professionali. È inoltre precluso il controllo (diretto o indiretto) di S.r.l. che svolgono attività riconducibili a quella della partita IVA individuale;
- rapporti con l'ex datore di lavoro: per evitare fenomeni di "falsa partita IVA", il regime è negato a chi fattura prevalentemente verso il proprio datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti;
- reddito da lavoro dipendente: una delle novità più significative riguarda il limite per chi possiede anche un reddito da dipendente o pensione. La soglia è stata elevata a 35.000 euro annui (fino al 2024 era di 30.000 euro). Se il reddito da dipendente supera questa cifra, l'accesso al forfettario è precluso, a meno che il rapporto di lavoro non sia cessato entro l'anno precedente.
4. Lo sforamento dei 100.000 euro: l'uscita immediata
Un punto critico per la gestione della flat tax è il monitoraggio in tempo reale degli incassi.
La regola generale prevede che, se si superano gli 85.000 euro ma si resta sotto i 100.000, il regime cessa dall'anno successivo.
I 100.000 euro rappresentano quindi una "linea rossa" invalicabile. Se nel corso dell'anno il contribuente supera questa soglia:
- il regime forfettario decade immediatamente nello stesso anno;
- è dovuta l'IVA a partire dalle operazioni che hanno determinato lo sforamento;
- il reddito dell'intero anno sarà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.
Si impone dunque una vigilanza costante, specialmente verso fine anno, per evitare un ricalcolo fiscale che potrebbe rivelarsi estremamente oneroso.
5. Considerazioni per il 2026
Il regime forfettario si conferma una scelta vincente per la sua semplicità (esonero dall'IVA, dalle ritenute d'acconto e dagli indici sintetici di affidabilità ISA). Tuttavia, la convenienza va valutata con un professionista: chi ha costi di gestione elevati (superiori a quelli stimati dai coefficienti di redditività) o carichi familiari importanti (detrazioni per figli a carico, spese mediche, ristrutturazioni edilizie) potrebbe trovare più vantaggioso il regime ordinario, dato che il forfettario "assorbe" quasi ogni altra detrazione.
Abbiamo pubblicato il software FLAT TAX FORFETTARI 2026, test di convenienza, che stima in modo semplice, ma senza sacrificare la precisione dei risultati, il diverso trattamento fiscale previsto tra il regime ordinario e il regime forfettario (ex L. 190/2014) applicabile a tutte le persone fisiche, imprese o professionisti con ricavi o compensi fino a 85.000 euro con due aliquote, a seconda che l’attività sia una "start up” o meno.
Il software è proposto in doppio formato: