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ID 233675

Compenso all’ausiliario del giudice. Rinvio alla Corte Costituzionale con riferimento all’art. 34, comma 17 (modificativo dell’art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115) e all’art. 76 Costituzione

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Ord. Terza Sezione: sentenza n. 6652 del 1 aprile 2015.

La sentenza rinvia alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale, sollevata nel corso di una procedura di espropriazione immobiliare, relativa alla opposizione al decreto di liquidazione del...

compenso all’ausiliario del giudice, dichiarata inammissibile per inosservanza del termine perentorio (di «venti giorni dalla avvenuta comunicazione»). Il riferimento è all’art. 34, comma 17 (modificativo dell’art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115) e all’art. 76 Costituzione.

Si annota che la Corte Costituzionale, con Sentenza n. 106 del 18 maggio 2016 (scaricabile da questo sito) ha dichiarato non fondata la questione.

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ID 233678

Esecuzione immobiliare: le spese necessarie alla conservazione dell’immobile pignorato sono a carico del creditore

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile. Terza Sezione: sentenza n. 12877 del 22 giugno 2016.

La Corte di Cassazione con la presente sentenza ha affermato il principio che le spese necessarie alla conservazione dell’immobile pignorato, cioè le spese finalizzate al mantenimento in fisica e giuridica esistenza...

dell’immobile pignorato (con esclusione delle spese che non abbiano un’immediata funzione conservativa dell’integrità del bene, quali le spese dirette alla manutenzione ordinaria o straordinaria o gli oneri di gestione condominiale) in quanto strumentali al perseguimento del risultato fisiologico della procedura di espropriazione forzata, essendo intese ad evitarne la chiusura anticipata, sono comprese tra le spese “per gli atti necessari al processo” che, ai sensi dell’art. 8 del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, il giudice dell’esecuzione può porre in via di anticipazione a carico del creditore procedente.
Tali spese dovranno essere rimborsate come spese privilegiate ex art. 2770 c.c. al creditore che le abbia corrisposte in via di anticipazione, ottemperando al provvedimento del giudice dell’esecuzione che ne abbia disposto l’onere a suo carico.

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ID 233677

Esecuzione immobiliare: reato di estorsione e rinuncia all'aggiudicazione definitiva del bene.

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Penale. Seconda Sezione: sentenza n. 11979 del 13 marzo 2017

La Seconda Sezione ha affermato che configura il reato di estorsione la condotta dell’aggiudicatario provvisorio nella procedura di esecuzione immobiliare – cui ha partecipato “per persona da nominare”- consistita...

nel farsi consegnare dal debitore esecutato una somma di denaro in cambio della rinuncia a proseguire nel procedimento sino alla aggiudicazione definitiva del bene.

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ID 233670

Esecuzione: intervento tardivo del creditore non titolato

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile. Terza Sezione: sentenza n. 774 del 19 gennaio 2016.

Con la presente sentenza la Corte di Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: l’intervento di chi vanta un credito privilegiato e si trova in una delle condizioni previste dal primo comma dell’art...

. 499 c.p.c., il quale abbia luogo tardivamente rispetto ai termini fissati dal secondo comma del medesimo art. 499 c.p.c., preclude l’attivazione del subprocedimento di verificazione previsto quella norma e comporta che il credito si abbia per disconosciuto, ma non rende inammissibile l’intervento.
Per conseguire il diritto quanto meno all’accantonamento in sede di distribuzione, il creditore privilegiato, non titolato e interventore tardivo, deve presentare deve presentare istanza in tal senso e dimostrare di avere agito, entro i trenta giorni successivi all’intervento, per conseguire il titolo esecutivo mancategli nei confronti dell’esecutato.

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ID 233961

Esecuzioni immobiliari. Potere del G.E. di sospendere la vendita ex art. 586 c.p.c. dopo l'aggiudicazione perché il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto. Condizioni.

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 268 del 10 gennaio 2017.

La Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto:
 
“il potere di sospendere la vendita, attribuito dall'art. 586 c.p.c. (nel testo nove/lato dall'art. 19 bis della legge n. 203 del 1991) al giudice...

dell'esecuzione dopo l'aggiudicazione perché il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto, può essere esercitato allorquando: a) si verifichino fatti nuovi successivi alla aggiudicazione; b) emerga che nel procedimento di vendita si siano verificate interferenze illecite di natura criminale che abbiano influenzato il procedimento, ivi compresa la stima stessa; c) il prezzo fissato nella stima posta a base della vendita sia stato frutto di dolo scoperto dopo l'aggiudicazione; d) vengano prospettati, da una parte del processo esecutivo, fatti o elementi che essa sola conosceva anteriormente all'aggiudicazione, non conosciuti né conoscibili dalle altre parti prima di essa, purché costoro li facciano propri, adducendo tale tardiva acquisizione di conoscenza come sola ragione giustificativa per l'esercizio del potere del giudice dell'esecuzione”

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ID 233962

Esecuzioni immobiliari. Potere del G.E. di sospendere la vendita ex art. 586 c.p.c. non è esercitabile quando il prezzo è raggiunto a seguito di regolare espletamento del procedimento di vendita

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Sesta Sezione: sentenza n. 25324 del 12 dicembre 2016.

La Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto:

“Il potere di sospendere la vendita non è esercitabile quando il prezzo finale, pur inferiore a quello di mercato, risulti raggiunto a seguito...

di regolare espletamento del procedimento di vendita, con progressivi ribassi resi necessari dalla mancanza di offerte.”

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ID 233960

Esecuzioni immobiliari. Vendita con incanto: estinzione del processo esecutivo a seguito di rinuncia dei creditori ed effetti dell'aggiudicazione provvisoria

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 5604 del 7 marzo 2017.

La Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: “In caso di estinzione del processo esecutivo per espropriazione immobiliare dovuta a rinuncia dei creditori, sopravvenuta dopo l'aggiudicazione provvisoria...

in esito ad incanto, pur in presenza di tempestiva offerta in aumento di sesto (oggi di quinto), la gara prevista dall'art. 584 cod. proc. civ. resta preclusa, anche se già indetta dal giudice dell'esecuzione, ed ai sensi dell'art. 187-bis disp. att. cod. proc. civ. (introdotto per effetto dell'art. 2, comma 4 novies, del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modif. ed integr., nella legge 14 maggio 2005, n. 80, e recante la rubrica "Intangibilità nei confronti dei terzi degli effetti degli atti esecutivi compiuti"), gli effetti dell'aggiudicazione, "anche provvisoria", restano fermi nei confronti degli aggiudicatari, anche se tali non in via definitiva, con la conseguente configurabilità del diritto dell'aggiudicatario provvisorio ad ottenere il trasferimento del bene in suo favore.”

E ancora, conseguentemente, il principio seguente: “fintantoché la gara in aumento di sesto (oggi di quinto) non venga espletata con esito positivo, la cauzione prestata dall'aggiudicatario provvisorio ai sensi del primo comma dell'art. 580 cod. proc. civ., e trattenuta a seguito dell'aggiudicazione, non può essere restituita, anche se l'aggiudicatario provvisorio non intenda partecipare alla gara, potendosi provvedere alla restituzione, ai sensi del secondo comma dell'art. 580 cod. proc. civ., soltanto dopo che, a seguito della gara, l'immobile sia stato aggiudicato ad altro offerente.”

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ID 233681

Esecuzioni immobiliari: 30 giorni per impugnare la liquidazione del compenso del Custode sottotitolo

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile. Terza Sezione: sentenza n. 21475 del 25 ottobre 2016.

La Corte di Cassazione, con la presente sentenza ha affermato che il custode assume le vesti di ausiliario del Giudice dell’Esecuzione. Pertanto, avverso i provvedimenti di liquidazione del compenso del custode va...

proposta impugnazione entro il termine perentorio di trenta giorni.

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ID 233822

Esecuzioni immobiliari: alla revoca del decreto ingiuntivo consegue l'automatica caducazione dell'esecuzione

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 2727 del 2 febbraio 2017.

La Corte di Cassazione ha stabilito che alla revoca del decreto ingiuntivo consegue l'automatica caducazione dell'esecuzione fondata su quel titolo, e in generale degli atti di esecuzione.
Ne consegue il diritto degli...

attori di condanna del creditore procedente al rimborso delle somme pagate per la cancellazione dell'ipoteca iscritta in base al decreto ingiuntivo revocato.

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ID 233821

Esecuzioni immobiliari: la mancata rinnovazione nel termine ventennale determina la caducazione del processo esecutivo

a cura di: AteneoWeb S.r.l.

Corte di Cassazione Civile Terza Sezione: sentenza n. 4751 del 11 marzo 2016.

La Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo cui l'art. 2668-ter c.c. va interpretato nel senso che la mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento nel termine ventennale determina la caducazione...

del processo esecutivo, ivi compreso il pignoramento, restando preclusa la possibilità che il soggetto interessato possa fare
luogo ad una rinnovazione tardiva, di sua iniziativa o su termine concesso dal giudice dell'esecuzione, che si àncori all'originario pignoramento, sebbene divenuto sensibile ad atti di disposizione medio tempore
verificatisi da parte del debitore pignorato.

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