Risoluzione Agenzia Entrate n.101 del 03.11.2016

Interpello articolo 11, comma 1, lett.c), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Scissione e conseguente trasformazione della sola beneficiaria in società  semplice avvalendosi della disposizione agevolativa. Art. 1, commi 115-120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

La società  ALFA, costituita in forma di S.r.l. nel 1981 e trasformata in S.a.s. nel 1987, ha svolto fino ad alcuni anni or sono l'attività  di allevamento di bestiame.

Successivamente alla cessazione dell'attività  produttiva, essa ha concesso i propri beni immobili a terzi in forza di contratti di locazione e comodato.

à^ fatto presente nell'istanza che si intenderebbe utilizzare la norma agevolativa prevista dalla legge n. 208 del 2015 per attuare la trasformazione in società  semplice, "ma si ritiene che tale trasformazione non possa verificarsi stante la presenza di cospicue partecipazioni sociali".

L'interpellante ritiene che il caso prospettato possa avere la seguente risoluzione.

1) scissione della società  con attribuzione:

a) alla società  beneficiaria, di tutti i beni immobili e delle attrezzature;

b) alla società  scissa, delle partecipazioni finanziarie, oltre ai crediti, ai debiti e al fondo svalutazione crediti;

2) trasformazione della sola beneficiaria in società  semplice avvalendosi della disposizione agevolativa.

Nell'istanza sono fatte ulteriori specificazioni circa le caratteristiche delle operazioni indicate e la presenza di elementi giustificativi, asseritamente idonei a escludere ipotesi di abuso del diritto.

SOLUZIONE PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

L'istante ritiene che quanto prospettato non configuri abuso del diritto per i seguenti motivi:

- la società  beneficiaria che intende trasformarsi deriva da una scissione di una società  già  esistente;

- i beni da attribuire alla società  beneficiaria appartengono da tempo alla Silvicola sas;

- nessuno degli immobili viene usato strumentalmente dalla società .

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Secondo il disposto del comma 1, articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n.212, e successive modificazioni, recante la "Disciplina dell'abuso del diritto o elusione fiscale", affinché un'operazione possa essere considerata abusiva l'Amministrazione Finanziaria deve identificare e provare il congiunto verificarsi di tre presupposti costitutivi:

a) la realizzazione di un vantaggio fiscale "indebito", costituito da "benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità  delle norme fiscali o con i principi dell'ordinamento tributario".

b) l'assenza di "sostanza economica" dell'operazione o delle operazioni poste in essere consistenti in "fatti, atti e contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali";

c) l'essenzialità  del conseguimento di un "vantaggio fiscale".

L'assenza di uno dei tre presupposti costitutivi dell'abuso determina un giudizio di assenza di abusività .

Attraverso il successivo comma 3, il legislatore ha chiarito espressamente che non possono comunque considerarsi abusive quelle operazioni che, pur presentando i tre elementi sopra indicati, sono giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali (anche di ordine organizzativo o gestionale che rispondono a finalità  di miglioramento strutturale o funzionale dell'impresa o dell'attività  professionale).

Di seguito, si procede, quindi, prioritariamente alla verifica dell'esistenza del primo elemento costitutivo - l'indebito vantaggio fiscale - in assenza del quale l'analisi antiabusiva si deve intendere terminata. Diversamente, al riscontro della presenza di indebito vantaggio, si proseguirà  nell'analisi della sussistenza degli ulteriori elementi costitutivi (assenza di sostanza economica e essenzialità  del vantaggio indebito). Infine, solo qualora si dovesse riscontrare l'esistenza di tutti gli elementi, l'Amministrazione Finanziaria procederà  all'analisi della fondatezza e della non marginalità  delle ragioni extra fiscali.

Ciò premesso, l'ultimo periodo del comma 115 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, stabilisce che le agevolazioni previste per le assegnazioni e le cessioni dei beni ai soci si applicano alle società  che entro il 30 settembre 2016 si sono trasformate in società  semplici.

Nel merito si osserva che la trasformazione agevolata in società  semplice, secondo quanto disposto dall'ultimo periodo del comma 115, è riservata alle società  che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni assegnabili dei quali si è trattato in precedenza.

La ragione di tale scelta si rinviene nella facoltà  concessa alle c.d. immobiliari di gestione di uscire dal regime d'impresa nei casi in cui la società  sia un mero schermo rispetto ad una attività  di gestione passiva dei beni che rientrano nella disciplina agevolativa in esame.

Si ritiene, pertanto, che nel momento in cui, a seguito della scissione della società  ALFA, venga attribuita la totalità  dei beni immobili in godimento a terzi tramite rapporti locatizi alla società  beneficiaria, quest'ultima - ove in possesso dei requisiti soggettivi sopra richiamati - si troverà  nelle condizioni di poter beneficiare della trasformazione agevolata in società  semplice.

Tale convincimento trova la sua ragion d'essere nella ratio della norma che emerge dalla Relazione illustrativa alla Legge di stabilità  2016, secondo cui il regime agevolativo in questione è diretto ad offrire l'opportunità  - tramite l'assegnazione ai soci o anche la trasformazione in società  semplice - di estromettere dal regime di impresa, a condizioni fiscali meno onerose di quelle ordinariamente previste, quegli immobili per i quali allo stato attuale non si presentano condizioni di impiego mediamente profittevoli.

Alla luce di ciò, risulta di tutta evidenza che l'operazione che la società  ALFA rappresenta in questa sede - vale a dire scissione della società  con attribuzione alla società  scissa delle partecipazioni finanziarie e attribuzione alla società  beneficiaria di tutti i beni immobili con contestuale trasformazione agevolata in società  semplice di quest'ultima - è del tutto in linea con le intenzioni che il Legislatore vuole perseguire e quindi non è in contrasto con le finalità  delle norme fiscali o con i principi dell'ordinamento tributario.

Non esistendo alcun indebito vantaggio fiscale, non si prosegue nel riscontro - nell'operazione rappresentata - degli ulteriori elementi dell'abuso.

Altri utenti hanno acquistato

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Attiva subito il tuo sito web