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Risoluzione Agenzia Entrate n. 148 del 03.10.2001

Interpello ...../2001 ai sensi dell'articolo 11della legge 27-7-2000, n. 212. Azienda Ospedaliera ....... Istanza prot. ....... del ....... Attività  libero-professionale intramuraria. Art. 88, comma 2, lettera b) del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Risoluzione Agenzia Entrate n. 148 del 03.10.2001

Con l'istanza di interpello di cui all'oggetto concernente l'esatta applicazione dell'art. 88, comma 2 lettera b) del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, è stato esposto il seguente

QUESITO

L'articolo 88, comma 2, lett b) del T.U.I.R. pur non escludendo la soggettività  tributaria passiva degli enti, ivi espressamente menzionati, stabilisce una presunzione assoluta di non commercialità , tra l'altro, per l'attività  sanitaria svolta dagli enti pubblici istituiti esclusivamente a tal fine.
Sussiste incertezza circa l'applicabilità  della citata disposizione all'attività  libero-professionale intramuraria svolta dalle Aziende ospedaliere pubbliche.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

In base a quanto disposto dall'articolo 88, comma 2, lettera b) del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, l'attività  libero-professionale intramuraria svolta dall'Azienda interpellante (Azienda ospedaliera di rilievo nazionale) non ha natura commerciale, pertanto, i relativi proventi non devono essere inclusi nella base imponibile Irpeg.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Come espressamente previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il compito fondamentale del servizio sanitario nazionale è quello di assicurare ai cittadini, attraverso risorse pubbliche, livelli essenziali ed uniformi di assistenza, garantendo su tutto il territorio nazionale equità  nell'accesso ai servizi, livelli di qualità  ed adeguatezza nelle cure.
Al raggiungimento di detti obiettivi provvedono le aziende sanitarie locali, nonché le Aziende ospedaliere, nell'ambito degli indirizzi forniti dalle regioni, cui spettano, per espresso dettato normativo, le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera.
Tutte le prestazioni sanitarie comprese nei livelli essenziali di assistenza sono rese a titolo gratuito o con partecipazione alla spesa da parte dell'assistito. Le aziende sanitarie locali e le Aziende ospedaliere, in parallelo all'attività  con la quale assicurano le prestazioni sopra descritte ed entro l'ambito di un quadro normativo che ne delinea limiti e modalità  di svolgimento, consentono e sostengono l'attività  libero-professionale intramuraria.
In relazione a quanto previsto dall'articolo 1 del decreto del Ministro della sanità  31 luglio 1997, concernente "Attività  libero-professionale e incompatibilità  del personale della dirigenza sanitaria del S.S.N." per attività  libero-professionale intramuraria del personale medico e delle altre professionalità  della dirigenza del ruolo sanitario, s'intende "l'attività  che detto personale, individualmente o in èquipe, esercita fuori dell'orario di lavoro, in regime ambulatoriale sia nelle strutture ospedaliere che territoriali, di day hospital o di ricovero, in favore e su libera scelta dell'assistito e con oneri a carico dello stesso o di assicurazioni o fondi sanitari integrativi."
Inoltre, al fine di assicurare che l'attività  libero-professionale intramuraria comporti altresì la riduzione delle liste d'attesa per l'attività  istituzionale che assicura i servizi essenziali delle singole specialità , è stato stabilito che i direttori generali concordino con i singoli dirigenti e con le èquipe i volumi di attività  che devono essere assicurati in relazione ai volumi di attività  libero-professionale. (Articolo 1, comma 5, del decreto del Ministro della sanità  31 luglio 1997 concernente: "Linee guida dell'organizzazione dell'attività  libero-professionale intramuraria della dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale").
Da quanto sopra consegue che le aziende ospedaliere assicurano l'obiettivo primario, che è quello di garantire, attraverso risorse pubbliche, i livelli essenziali ed uniformi di assistenza alla collettività , tramite l'espletamento dell'attività  definita nel sopra citato decreto "istituzionale" ed affiancano ad essa, per completarla e migliorarla, l'attività  libero-professionale intramuraria.
Quest'ultima, quindi, pur essendo svolta dall'azienda con una specifica organizzazione, è, pur sempre, un'attività  sanitaria esercitata per garantire alla collettività  il diritto alla salute, e quindi, per realizzare le finalità  istituzionali indicate dalla legge.
Ciò premesso, si osserva che, in base a quanto disposto dall'articolo 88, comma 2, lettera b) del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, non costituiscono esercizio di attività  commerciali le "attività  previdenziali, assistenziali e sanitarie svolte da enti pubblici istituiti esclusivamente a tal fine, comprese le Unità  sanitarie locali."
La "ratio" sottesa a tale disposizione va individuata nel carattere palesemente pubblicistico di tali attività , in quanto rivolte alla tutela di interessi primari della collettività .
Le connotazioni caratterizzanti l'attività  libero- professionale intramuraria sopra delineate consentono di affermare che essa rientri a pieno titolo tra le attività  sanitarie menzionate nel disposto normativo sopra citato.
Accertata la sussistenza del requisito oggettivo, resta da verificare, ai fini dell'applicabilità  dell'articolo 88, comma 2, lettera b) del Testo unico delle imposte sui redditi, se l'Azienda interpellante possa essere inquadrata tra gli enti indicati dal disposto normativo ora menzionato.
Al riguardo si precisa che, ai sensi dell'articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 502,: "Le regioni, attraverso le Unità  sanitarie locali, assicurano i livelli essenziali di assistenza di cui all'articolo 1, avvalendosi anche delle aziende di cui al comma 4.."
Nel successivo comma 4, tra gli altri enti, vengono citate: "le aziende ospedaliere di rilievo nazionale o interregionale, alle quali si applicano, salvo che sia diversamente previsto, le disposizioni del presente decreto relative alle Unità  sanitarie locali."
L'articolo 14, comma 1, della legge regionale (regione .......) 3 novembre 1994, n. 32, afferma: "ciascuno degli ospedali individuati e riconosciuti di rilievo nazionale e di alta specializzazione con D.P.C.M. 8/4/93 e con il D.P.C.M. 23/4/93 riportati nell'allegato B della presente legge, che ne forma parte integrante, è costituito, con il numero dei posti letto indicati in azienda ospedaliera dotata di personalità  giuridica pubblica...".
L'allegato B, riportato in calce alla citata legge regionale, elenca le aziende ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione e tra esse ricomprende l'Ospedale ..... di ...... Al successivo comma 2 si precisa che: "Le Aziende Ospedaliere esercitano, di norma, ed in relazione alle proprie strutture, le funzioni di assistenza ospedaliera...."
Dai riferimenti normativi sopra enunciati emergono gli elementi necessari per poter affermare che l'ente in argomento è classificabile come Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione, con personalità  giuridica pubblica, istituita esclusivamente per i fini indicati nella disposizione agevolativa contenuta nell'articolo 88, comma 2, lettera b) del Tuir.
Si ritiene, pertanto, che per l'attività  oggetto dell'interpello operi la decommercializzazione prevista da quest'ultimo disposto normativo, in quanto sussistono entrambi i requisiti, soggettivo ed oggettivo, richiesti dalla norma.
Da quanto sopra deriva che i proventi che l'Azienda ospedaliera interpellante ritrae dall'attività  libero-professionale intramuraria non debbano concorrere a formare la base imponibile Irpeg.
La risposta di cui alla presente risoluzione, sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione regionale della ......., viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.

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