Ricorso avverso avviso di accertamento depositario scritture contabili

a cura di: Dott. Attilio Romano

DOC | ID 233582 | pub. 06/03/2017 | 38 Kb
Il numero dei clienti e dei dichiarativi trasmessi costituiscono alcuni degli elementi da cui il Fisco può induttivamente accertare il reddito dichiarato dai depositari delle scritture contabili, anche in presenza di scritture formalmente regolari. In giurisprudenza è stato ritenuto legittimo l’accertamento induttivo quando il volume d’affari dichiarato appare incongruo rispetto alle dichiarazioni presentate ed alle contabilità gestite dallo studio.



E’ onere del professionista, in sede ricorso avverso l’atto impositivo, contestare il metodo di rettifica prescelto, nonché fornire elementi in grado di superare le presunzioni dei verificatori dimostrando, attraverso circostanze specifiche e documentali – e non attraverso semplici asserzioni – che i compensi percepiti coincidono esattamente quelli dichiarati e confluiti nel modello UNICO, indipendentemente dal numero dei «clienti» e/o dai dichiarativi presentati.

Si propone, a beneficio dei cortesi lettori, una traccia di ricorso che, sviluppato in dieci cartelle, espone alcune delle eccezioni che possono essere proposte avverso la rettifica fiscale.

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