Risoluzione Agenzia Entrate n. 42 del 12.02.2008

Operazione di aggregazione aziendale tra due società  inglesi e secondo le disposizioni del Regno Unito. Riflessi fiscali sulle rispettive stabili organizzazioni presenti nel territorio dello stato
Risoluzione Agenzia Entrate n. 42 del 12.02.2008

Con istanza presentata, in data ..., la società  in oggetto indicata ha chiesto che alla fattispecie prospettata - qualificabile quale fusione ai sensi e per gli effetti dell'art. 178, comma 1, lett. d) del Tuir - siano applicabili le disposizioni di cui agli artt. 178 e 179 del Tuir.

Fatto
ALFA (di seguito Compagnia) è una società  di diritto inglese facente parte del gruppo BETA. Tale società  svolge, nel Regno Unito, attività  assicurativa previa autorizzazione del competente Organo di Vigilanza e Controllo (Financial Service Autority). Inoltre, la medesima società  è stata autorizzata (con il consenso dell' ISVAP) ad esercitare nel territorio dello stato attività  assicurativa nei rami danni, mediante una sede secondaria con rappresentanza stabile (di seguito Stabile Organizzazione della Compagnia) la quale, ai fini fiscali, integra i presupposti di cui all'art. 162 del Tuir.
Il gruppo BETA comprende, tra l'altro, la società  GAMMA, società  di diritto inglese autorizzata- dal competente Organo di Vigilanza e Controllo (Financial Service Autority) all'esercizio dell'attività  assicurativa nel Regno Unito. Anche tale società  è stata autorizzata (con il consenso dell' ISVAP) ad esercitare attività  assicurativa nei rami danni, mediante una sede secondaria con rappresentanza stabile (di seguito Stabile Organizzazione di GAMMA) la quale, ai fini fiscali, integra i presupposti di cui all'art. 162 del Tuir.
Il gruppo BETA ha intenzione di porre in essere un'operazione di riorganizzazione societaria allo scopo di:
- semplificare la struttura del gruppo stesso e determinare l'aggregazione dei complessi aziendali di alcune società  del gruppo in un ridotto numero di società ;
- rendere disponibili maggiori risorse finanziarie ai fini della normativa regolamentare inglese.
Il progetto di riorganizzazione societaria prevede le seguenti operazioni:
1. GAMMA acquisirà  il 100% delle azioni della ALFA;
2. successivamente GAMMA rileverà  le attività , le passività , i diritti e gli obblighi ed il complesso aziendale della sua controllata ALFA (incluso il complesso aziendale rappresentato dalla Stabile Organizzazione della Compagnia).
Le operazioni ivi delineate verranno realizzate in conformità  alla legislazione del Regno Unito. Considerato che le società  interessate al progetto di riorganizzazione svolgono attività  assicurativa, l'operazione di cui al punto 2) potrà  essere attuata mediante una specifica procedura di diritto inglese, disciplinata dal Financial Service and Market act 2000 (FSMA) e denominata "Part VII Transfer". Pi๠in particolare, tale procedura prevede che il trasferimento dell'attività  assicurativa avvenga per effetto di un ordine emesso dall'autorità  giudiziaria inglese (la Suprema Corte di Giustizia di Londra) sulla base delle norme sancite negli articoli 105 e seguenti del Financial Service and Market act 2000 (FSMA).
L'art. 105 del FSMA, in sostanza:
- disciplina il regime applicabile, nel Regno Unito, al trasferimento di attività  assicurative da una società  ad un'altra;
- prevede poteri ulteriori di cui l'autorità  giudiziaria inglese può disporre quando ordina con sentenza il trasferimento delle suddette attività . Uno di questi poteri ancillari riguarda la possibilità  di ordinare lo scioglimento senza liquidazione della società  il cui patrimonio è oggetto di trasferimento.
L'iter procedurale previsto per l'espletamento di tale operazione è così schematizzabile:
- approvazione dal parte dei rispettivi Consigli di Amministrazione di un progetto che fornisca informativa in merito alla operazione, composizione del patrimonio oggetto di trasferimento, nonché data di esecuzione dell'operazione;
- deposito del progetto presso la Suprema Corte di Giustizia di Londra e presso l'Organo di Vigilanza (FSA);
- adempimenti di natura informativa e regolamentare (notifica del progetto ai soggetti interessati, pubblicità  dell'informativa, comunicazioni alle competenti Autorità  Regolamentari degli Stati coinvolti);
- predisposizione di una relazione sul progetto da parte di un esperto indipendente atta a confermare che i diritti dei sottoscrittori delle polizze delle società  partecipanti all'operazione non saranno pregiudicati dall'operazione stessa.
Una volta espletati tali adempimenti ed ottenute le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità  Regolamentari competenti, la Suprema Corte potrà  approvare il progetto presentato dalle società  ad esso interessate mediante apposita sentenza.
Nel caso in cui alcuni beni e debiti di ALFA non siano trasferibili mediante tale procedura, saranno comunque previste adeguate misure per consentirne il relativo trasferimento in capo a GAMMA.
La citata sentenza disporrà , inoltre, lo scioglimento della ALFA che non verrà  posta in liquidazione, ma cesserà  di esistere in un momento immediatamente successivo a quello di efficacia del trasferimento, senza soluzione di continuità  con esso, e sarà  cancellata dal Registro delle Imprese del Regno Unito.
La delibera di approvazione dell'operazione adottata dagli organi amministrativi delle due società  inglesi, unitamente alla sentenza che dispone il trasferimento del patrimonio e l'estinzione della ALFA saranno depositati presso un notaio italiano, ai fini dell'assolvimento degli obblighi di pubblicità  di cui all'art. 2508 del c.c.. La Stabile Organizzazione della Compagnia sarà  quindi cancellata dal registro delle Imprese in Italia.
L'ordinamento giuridico inglese non prevede espressamente l'istituto della fusione societaria per incorporazione come disciplinata dalla legislazione italiana. Tuttavia, sostiene l'istante, l'operazione descritta al precedente punto 2) produrrà  i medesimi effetti di una fusione per incorporazione, così come definita dalla Direttiva n. 78/855/CEE del 9 ottobre 1978 dal momento che GAMMA succederà  a titolo universale nella titolarità  dei diritti e degli obblighi gia facenti capo alla ALFA che cesserà  di esistere e sarà  cancellata dal Registro delle Imprese del Regno Unito.
In relazione alla descritta fattispecie, quindi, la società  istante ha formulato l'istanza di interpello de qua al fine di conoscere se, ai fini fiscali, e con riferimento alle stabili organizzazioni italiane di GAMMA e di ALFA l'operazione descritta sia qualificabile quale operazione di fusione societaria, ai sensi e per gli effetti dell'art. 178, comma 1, lettera d) del Tuir, con conseguente applicazione degli articoli 178 e 179 del Tuir.

Soluzione interpretativa prospettata dal contribuente
Ai fini fiscali l'operazione descritta è qualificabile quale fusione ai sensi e per gli effetti dell'art. 178, comma 1, lett. d) del Tuir con conseguente applicazione della disciplina prevista dagli articoli 178 e 179 del Tuir. Di conseguenza:
- l'operazione non comporterà  in capo alla Stabile Organizzazione della Compagnia il realizzo a valore normale del proprio complesso aziendale confluito nella Stabile Organizzazione di GAMMA;
- i beni facenti parte del complesso aziendale ricevuto dalla Stabile Organizzazione di GAMMA (in qualità  di stabile organizzazione "incorporante") saranno valutati ai fini fiscali in base all'ultimo valore fiscalmente riconosciuto dalla Stabile Organizzazione della Compagnia (in qualità  di stabile organizzazione "incorporata").
Pi๠in generale la Stabile Organizzazione di GAMMA subentrerà  negli obblighi e diritti della Stabile Organizzazione della Compagnia, ai fini delle imposte sui redditi e troverà  applicazione la disciplina fiscale in materia di fusioni tra società  non residenti con stabile organizzazione in Italia di cui agli articoli 178 e 179 del Tuir.
Le predette conclusioni trovano fondamento nelle considerazioni di seguito riportate:
1. l'operazione prospettata risulta qualificabile quale fusione, ai sensi dell'articolo 2, lettera a), punto terzo della Direttiva n. 90/434/CEE del 23 luglio 1990 tenuto conto che:
a. alla data indicata nella sentenza, il patrimonio di ALFA sarà  trasferito a GAMMA e quest'ultima, secondo le disposizioni di diritto inglese, subentrerà  nei relativi rapporti contrattuali ed assumerà  i diritti e gli obblighi della ALFA (cd. successione a titolo universale);
b. la sentenza disporrà  lo scioglimento della ALFA che non verrà  posta in liquidazione, ma cesserà  di esistere e sarà  cancellata dal Registro delle Imprese del Regno Unito (c.d. effetto estintivo);
2. nell'operazione prospettata, ai fini fiscali, le attività , le passività , i diritti e gli obblighi della Stabile Organizzazione della Compagnia confluiranno nella Stabile Organizzazione della GAMMA;
3. il regime di neutralità  disciplinato dagli articoli 178 e 179 del Tuir si applica alle operazioni di fusione poste in essere tra soggetti non residenti con stabili organizzazioni in Italia.

Parere dell'Agenzia delle Entrate
La Direttiva n. 90/434/CEE del 23 luglio 1990 - relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni ai conferimenti d'attivo ed agli scambi di azioni concernenti società  di Stati membri diversi - ha inteso predisporre una normativa che, a livello comunitario, assicurasse condizioni analoghe a quelle di un mercato interno anche al fine di garantire l'instaurazione ed il buon funzionamento del mercato comune.
Al riguardo, quindi, la medesima direttiva ha previsto un regime fiscale di sostanziale neutralità  alle operazioni di fusione, scissioni, conferimenti di attivo e scambi di azioni al fine di consentire alle imprese di adeguarsi alle esigenze del mercato comune, di migliorare la loro produttività  e di rafforzare la loro posizione competitiva sul piano internazionale.
L'articolo 1 (che titola "Oggetto della direttiva") della citata Direttiva recita: "Ogni stato membro applica la presente direttiva alle operazioni di fusioni, scissioni, conferimenti d'attivo e scambi di azioni riguardanti società  di due o pi๠Stati membri".
L'articolo 2, invece fornice una definizione legislativa delle operazioni indicate nel precedente articolo 1 e con particolare riferimento alla fusione chiarisce che è tale l'operazione mediante la quale:
- una o pi๠società  trasferiscono, a causa e all'atto dello scioglimento senza liquidazione, la totalità  del loro patrimonio, attivamente a passivamente, ad altra società  preesistente, mediante l'assegnazione ai loro soci di titoli rappresentativi del capitale sociale dell'altra società  ed eventualmente di un saldo in contanti non eccedente il 10% del valore nominale o, in mancanza del valore nominale, della parità  contabile di tali titoli;
- una o pi๠società  trasferiscono, a causa e all'atto dello scioglimento senza liquidazione, la totalità  del loro patrimonio, attivamente a passivamente, ad una società  da esse costituita, mediante l'assegnazione ai propri soci di titoli rappresentativi del capitale sociale della nuova società  ed eventualmente di un saldo in contanti non eccedente il 10% del valore nominale o, in mancanza del valore nominale, della parità  contabile di tali titoli;
- una società  trasferisce, a causa ed all'atto dello scioglimento senza liquidazione, la totalità  del proprio patrimonio, attivamente e passivamente, alla società  che detiene la totalità  dei titoli rappresentativi del suo capitale sociale. Inoltre, l'art. 3 della direttiva in esame chiarisce la definizione di "società  di uno Stato membro" specificando che è tale qualsiasi società :
a) che abbia una delle forme enumerate nell'allegato (alla Direttiva);
b) che, secondo la legislazione fiscale di uno Stato membro, sia considerata come avente il domicilio fiscale in tale Stato e, ai sensi di una convenzione in materia di doppia imposizione conclusa con uno Stato terzo, non sia considerata come avente tale domicilio fuori della Comunità ;
c) che, inoltre, sia assoggettata, senza possibilità  di opzione e senza esserne esentata, all' imposta sul reddito delle società  (cd. corporate tax) prevista nei singoli Stati membri.
La Direttiva n. 90/434/CEE del 23 luglio 1990 è stata recepita nell'ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 544 ed attualmente la disciplina inerente il regime fiscale delle operazioni straordinarie fra soggetti residenti in Stati membri diversi dell'Unione europea si colloca nel Capo IV - negli artt. da 178 a 181del Tuir.
L'art. 178 comma 1 lettera a) del tuir, in particolare, chiarisce che sono da considerarsi fusioni disciplinate dal presente capo quelle tra "società  per azioni, a responsabilità  limitata, cooperative e di mutua assicurazione, enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività  commerciali, residenti nel territorio dello Stato e soggetti residenti in altri Stati membri della Comunità  economica europea, purché non si considerino, per Convenzione in materia di doppia imposizione con stati terzi, residenti fuori della Comunità , che appartengano alle categorie indicate nella tabella A allegata al presente Testo unico, da considerare automaticamente aggiornata in conformità  con eventuali modifiche dell'allegato alla direttiva del Consiglio delle comunità  europee n. 90/434 del 23 luglio 1990, e siano sottoposti a una delle imposte indicate nella tabella B allegata al presente testo unico o ad altra che in futuro la sostituisca, senza possibilità  di opzione, sempre che nel concambio l'eventuale conguaglio in danaro ai partecipanti dei soggetti fusi o incorporati non superi il 10% del valore nominale della partecipazione ricevuta".
Tale disposizione, quindi, disciplina l'ambito soggettivo della disciplina relativa alle operazioni straordinarie tra soggetti residenti in Stati membri diversi dell'Unione europea.
In particolare, per quanto concerne i presupposti soggettivi ivi previsti:
a) i soggetti partecipanti all'operazione di fusione devono essere innanzitutto fiscalmente residenti nell'Unione Europea;
b) i soggetti partecipanti all'operazione di fusione devono essere fiscalmente residenti in Stati diversi dell'Unione Europea;
c) uno dei due soggetti deve essere fiscalmente residente nel territorio dello Stato mentre l'altro soggetto deve essere residente in altro stato membro dell'Unione europea.
L'art. 178, comma 1, lett. d), inoltre, sancisce l'applicazione "del presente capo anche alle operazioni indicate nelle lettere precedenti tra soggetti di cui alla lettera a) non residenti nel territorio dello Stato, con riguardo alle stabili organizzazioni nel territorio dello stato oggetto delle operazioni stesse."
Tale disposizione, in particolare, interviene sul presupposto di cui alla suindicata lett. c) ampliando, in tal modo, l'ambito soggettivo di applicazione della disciplina in esame anche alle operazioni realizzate da soggetti non residenti nel territorio dello stato.
Con riferimento all'operazione di fusione, quindi, la stessa potrà  essere effettuata secondo le disposizioni del capo IV del Tuir, anche nella circostanza in cui nessuno dei soggetti partecipanti sia residente nel territorio dello stato, purché uno di essi abbia una stabile organizzazione nel territorio stesso.
In ogni caso, comunque, le società  partecipanti all'operazione di fusione devono possedere i requisiti soggettivi di cui alle citate lettere a) e b) e, quindi, devono essere non solo entrambe residenti fiscalmente nell'Unione Europea ma devono essere anche fiscalmente residenti in due diversi stati membri dell'Unione Europea. In tal senso, infatti, si esprime anche l'articolo 1 della citata direttiva che - si ribadisce - prevede che "Ogni stato membro applica la presente direttiva alle operazioni di fusioni, scissioni, conferimenti d'attivo e scambi di azioni riguardanti società  di due o pi๠Stati membri".
Pertanto, nella circostanza in cui non fosse realizzato uno dei predetti requisiti soggettivi non potrà  trovare applicazione la disciplina di cui agli artt. da 178 a 181 del Tuir.
La necessità  di porre particolare attenzione all'analisi dei requisiti soggettivi è certamente utile ai fini in esame, dal momento che all'operazione di aggregazione aziendale - oggetto della presente istanza di interpello - partecipano due società  del gruppo BETA, entrambe fiscalmente residenti nel Regno Unito.
Inoltre, occorre segnalare che nel caso in esame non sussiste il presupposto soggettivo richiesto dall'art. 3 lettera a) della citata direttiva dal momento che - a detta del contribuente - la ALFA è costituita sotto forma di "limited company" e non di "public company" (come indicato dalla Direttiva medesima).
Pertanto, in assenza dei presupposti soggettivi sanciti sia dall'art. 178, comma 1, lett. a) del Tuir che dall'art. 1 della Direttiva CEE n. 30/434 del 1990, la scrivente non condivide la soluzione interpretativa prospetta dal contribuente e, di conseguenza, non ritiene applicabile al caso sottoposto al suo esame la disciplina di cui agli artt. da 178 a 181 del Tuir.
La suesposta conclusione resta ferma anche nell'ipotesi che l'operazione che intendono realizzare le società  GAMMA e la sua controllata ALFA fosse qualificabile- ma così non sembra - quale fusione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), punto terzo della Direttiva n. 90/434/CEE del 23 luglio 1990 ovvero ai sensi della disciplina civile italiana.
Tale operazione, in effetti, - realizzata mediante la particolare procedura di diritto inglese, disciplinata dal Financial Service and Market act 2000 (FSMA) e denominata "Part VII Transfer" - non sembra potersi qualificare come una vera e propria fusione, così come previsto dalla legislazione italiana in materia societaria.
Sul punto, infatti, occorre porre in rilievo alcune sostanziali differenze tra la procedura di aggregazione descritta nell'istanza di interpello in esame e la procedura di fusione disciplinata dalla direttiva n. 90/434/CEE.
In primo luogo, la fusione tra società  ha per effetto il necessario ed obbligatorio trasferimento della totalità  del patrimonio, attivo e passivo, della società  incorporata a favore della società  incorporante.
Nella procedura contenuta nel Part VII Transfer - così come descritta dal contribuente istante - invece, il trasferimento del patrimonio della società  ALFA a favore della società  GAMMA rappresenta una ipotesi solo eventuale (e non obbligatoria). Nella medesima istanza di interpello, infatti, è stato precisato che " Nel caso in cui alcuni beni o debiti non possano essere trasferiti in conseguenza di un Part VII Transfer, sarà  necessario porre in essere una serie di atti integrativi per assicurare il trasferimento dei beni nella misura massima consenta dalla legge e far in modo che la GAMMA sia responsabile per il soddisfacimento di eventuali debiti. Ciò sarà  necessario in quanto il Tribunale non ordinerà  lo scioglimento senza liquidazione della ALFA senza essersi prima assicurato che siano poste in essere le misure adeguate per il trasferimento dei suddetti debiti."
In secondo luogo, l'operazione di fusione si caratterizza per l'effetto - anch'esso obbligatorio e necessario - che la società  incorporata venga ad estinguersi senza liquidazione. Diversamente, nella procedura contenuta nel Part VII Transfer - così come descritta dal contribuente istante - la circostanza che la società  il cui patrimonio oggetto di trasferimento si estingua senza liquidazione (nel momento immediatamente successivo a quello di efficacia del trasferimento, ma senza soluzione di continuità  con questo), non costituisce un effetto obbligatorio e necessario della citata procedura ma solo una facoltà  concessa all'autorità  giudiziaria che "governa" la procedura medesima.
Ciò, anche alla luce di quanto chiarito dal contribuente nel punto in cui precisa che l'art. 105 del FSMA "prevede poteri ulteriori di cui l'autorità  giudiziaria inglese può disporre quando ordina con sentenza il trasferimento delle suddette attività . Uno di questi poteri ancillari riguarda la possibilità  di ordinare lo scioglimento senza liquidazione della società  il cui patrimonio è oggetto di trasferimento."
Per le suesposte considerazioni, quindi, la scrivente non ritiene che l'operazione di aggregazione aziendale prospettata nella presente istanza di interpello possa qualificarsi quale fusione ai sensi dell'art. 2 lettera a) punto terzo della Direttiva n. 90/434/CEE nonché dell'art. 178. comma 1. lett. d) del Tuir.
Di conseguenza, la descritta operazione di aggregazione aziendale realizzata dalle due società  di diritto inglese comporterà  in capo alla Stabile Organizzazione della Compagnia il realizzo a valore normale del proprio complesso aziendale confluito nella Stabile Organizzazione di GAMMA.

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