Risoluzione Agenzia Entrate n. 28 del 30.01.2002

Società  "XXF s.p.a." - Richiesta di parere ex art. 21 della Legge n. 413/1991. Operazione di scissione parziale e proporzionale
Risoluzione Agenzia Entrate n. 28 del 30.01.2002

Con nota del 19 ottobre 2001, la Direzione Regionale ha trasmesso alla scrivente la richiesta di parere presentata dalla società  in oggetto indicata in relazione a una operazione di scissione parziale proporzionale.
Con successiva nota la medesima Direzione Regionale ha trasmesso un'integrazione della documentazione, a seguito di specifica richiesta alla società  istante.
A tal proposito è stato precisato quanto segue:

Descrizione dell'operazione
- La società  istante opera nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti della pesca conservati e degli alimentari in genere. I prodotti sono, in gran parte, di importazione e molti di questi pervengono per via marittima con arrivo nel porto di Genova.
- Per tale ultima ragione, la società  si è dotata di magazzini e uffici nell'ambito del Comune di Genova e da tali magazzini viene effettuata la distribuzione su tutto il territorio nazionale.
- Nel 1995 la società  istante acquistò un immobile, sempre nel Comune di Genova, da adibire all'effettuazione diretta di lavorazioni industriali su materie prime nazionali o di importazione. Tuttavia, dopo vani tentativi di ottenere le prescritte autorizzazioni all'esercizio delle attività  industriali, tale immobile fu locato a terzi.
- Alla data odierna la società  istante è proprietaria di quattro unità  immobiliari, di cui tre direttamente utilizzati come beni strumentali all'esercizio dell'impresa e uno locato.
- L'andamento economico, negli anni dal 1994 al 2000 ha fatto registrare un incremento del valore della produzione non soddisfacente. Sono state così avviate riflessioni circa possibili iniziative da intraprendere al fine di favorire l'ingresso di nuovo capitale o la conclusione di accordi di joint venture onde predisporre le condizioni per l'incremento del volume d'affari.
- A questo proposito, i contatti preliminari intercorsi con terzi non hanno fatto registrare un immediato e concreto interesse a forme di collaborazione. Ciò è apparso, soprattutto, conseguenza dell'attuale struttura patrimoniale della società  particolarmente appesantita dalle proprietà  immobiliari, che, non essendo strettamente correlate al business, costituiscono un notevole appesantimento della struttura patrimoniale non gradita al mercato.
- In tale quadro la società  istante è giunta alla conclusione che la sola misura che consenta di separare le attività  aziendali sia rappresentata da una operazione di scissione parziale e proporzionale, da attuarsi mediante trasferimento del proprio intero patrimonio immobiliare ad una società  di nuova costituzione, la quale concederà  in locazione a prezzi di mercato i beni immobili strumentali già  utilizzati a titolo di proprietà  dalla società  scissa.
- A seguito di richiesta di ulteriori chiarimenti con specifico riferimento all'attività  che andrà  a svolgere la società  beneficiaria e alla disponibilità  delle azioni ricevute dai soci della stessa, la società  istante ha chiarito che la società  beneficiaria avrà  quale oggetto sociale lo svolgimento esclusivo di attività  immobiliare, che si estrinsecherà  nella concessione in locazione alla scissa degli immobili da quest'ultima già  utilizzati. Per quanto attiene agli intendimenti dei soci, in tema di disposizione delle azioni ricevute dalla società  beneficiaria, gli stessi manterranno le azioni di cui trattasi nel patrimonio personale, mancando qualunque interesse economico alla cessione delle partecipazioni. Infatti, la redditività  che deriverà  alla beneficiaria dalla locazione degli immobili a prezzi di mercato risulta largamente superiore, anche in rapporto ai rischi, a qualsivoglia investimento finanziario.

Quesito
Alla luce di quanto appena esposto e attesa la riconducibilità  dell'operazione di scissione nell'ambito applicativo dell'articolo 37-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, la società  istante chiede se dalle operazioni descritte possa emergere un indebito risparmio d'imposta.

Parere della scrivente
Il progetto di ristrutturazione aziendale prospettato dalla società  istante consta di due fasi:
1) scissione parziale e proporzionale di una società  preesistente in una società  beneficiaria di nuova costituzione, alla quale saranno attribuiti beni immobili, strumentali all'esercizio dell'impresa della società  scissa;
2) successiva stipulazione di un contratto di locazione, a prezzi di mercato, avente per oggetto i medesimi beni immobili, tra società  scissa e società  beneficiaria.
L'obiettivo economico che la società  istante intende raggiungere è di "alleggerire" la sua struttura patrimoniale onde incrementare l'interesse di terzi a forme di collaborazione a diverso titolo, collaborazione che è ritenuta indispensabile al fine di accelerare il processo di crescita aziendale. A questo proposito, il mantenimento nel processo produttivo, a titolo di locazione, dei beni immobili strumentali già  utilizzati in proprietà  comporterà  nell'immediato maggiori costi aziendali per canoni di locazione, i quali, però, saranno ampiamente compensati dai vantaggi conseguibili dalle joint ventures.
Il comma 1 dell'articolo 37-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede l'inopponibilità  all'Amministrazione finanziaria di atti, fatti e negozi, anche collegati tra loro, che siano contemporaneamente:
1) diretti ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti indebiti
2) diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario
3) privi di valide ragioni economiche.
Il successivo comma 3 disciplina l'ambito applicativo, prevedendo che, nell'intero comportamento posto in essere, siano utilizzate una o pi๠delle operazioni tassativamente elencate, tra cui sono ricomprese le scissioni.
La scissione parziale e proporzionale, pur non avendo ad oggetto due preesistenti rami aziendali ma beni strumentali all'esercizio dell'impresa della società  scissa che si attribuiscono alla società  beneficiaria di nuova costituzione, è preordinata all'effettivo esercizio dell'attività  immobiliare da parte della società  beneficiaria, la quale concederà  in locazione i suddetti beni immobili alla società  scissa a prezzi di mercato.
A seguito della descritta scissione, i soci della società  beneficiaria non cederanno le relative azioni, in modo tale da far circolare, sottoforma di partecipazioni, i beni strumentali attribuiti.
Nonostante dalla scissione non emerga alcun vantaggio tributario, attesa la neutralità  fiscale della stessa ai sensi dell'articolo 123-bis del TUIR, un risparmio d'imposta viene, difatti, conseguito da parte della società  scissa nella seconda fase del programmato progetto di ristrutturazione, sub specie di costi per canoni di locazione dovuti alla società  beneficiaria, i quali concorreranno come componenti negativi alla formazione del suo reddito imponibile.
Tuttavia, atteso che la società  beneficiaria è neo-costituita, non gode di alcun regime giuridico tributario privilegiato, assume una forma giuridica di società  di capitali come la società  scissa, la stessa dovrà  specularmente far concorrere come componenti positivi alla formazione del suo reddito imponibile i suddetti canoni di locazione.
Fermo restando queste condizioni e i propositi espressamente dichiarati dalla società  istante, l'esercizio ex novo dell'attività  immobiliare, da parte dei vecchi soci della società  scissa, proporzionalmente proprietari della società  beneficiaria, non appare preordinato ad aggirare i principi di neutralità  della scissione e di continuità  dei valori fiscalmente riconosciuti, mediante la precostituzione delle condizioni giuridiche per la realizzazione di salti d'imposta.
In sintesi, con specifico riferimento alle due operazioni così come prospettate dalla società  istante (scissione parziale e proporzionale e stipulazione di contratto di locazione, a prezzi di mercato, tra società  scissa e società  beneficiaria neo-costituita) non si ravvede la sussistenza di un indebito risparmio d'imposta, a seguito di un aggiramento di obblighi o divieti posti dall'ordinamento tributario.
Tuttavia, nel caso in cui i soci della società  istante dovessero cedere, a qualsiasi titolo, il controllo della società  scissa a terzi, anziché limitarsi alla stipulazione di accordi di joint ventures, e, successivamente, i nuovi soci dovessero per qualsiasi ragione risolvere il contratto di locazione con la società  beneficiaria facendo assumere alla stessa natura di mera società  "contenitore", la serie di operazioni poste in essere (scissione parziale e proporzionale, stipulazione di contratto di locazione, cessione del controllo della società  scissa, risoluzione del contratto di locazione) sarebbe preordinata a "svuotare" pi๠che "alleggerire" la società  istante dei beni immobili, prima della cessione del controllo, usufruendo indebitamente del regime di neutralità  d'imposta tipico della scissione.
Tale comportamento, infatti, sarebbe volto contemporaneamente ad aggirare il suddetto principio di neutralità  e ad ottenere il risparmio d'imposta consistente nella dilazione sine die delle plusvalenze latenti relative ai beni strumentali assegnati a una società  "contenitore", senza che possano ravvisarsi valide ragioni economiche nell'intera serie di operazioni.
Si fa, infine, presente che se - a monte o a valle - fossero effettuate altre operazioni, le quali, insieme alla scissione parziale e proporzionale e alla stipulazione del contratto di locazione, dovessero apparire volte ad aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento ed effettuate al solo scopo di ottenere un indebito risparmio d'imposta, l'intera serie di operazioni - compresi la scissione parziale e proporzionale e la stipulazione del contratto di locazione - andrebbe inquadrata in un'ottica unitaria, così come disposto dal citato articolo 37-bis D.P.R. n. 600 del 1973, al fine di verificare la sussistenza di profili di elusività .

Altri utenti hanno acquistato

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS