Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio

a cura di: Studio Meli S.r.l.

DOC | ID 233097 | pub. 28/10/2016 | 58 Kb
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Il contratto di locazione ad uso transitorio è un contratto di locazione abitativa utilizzato per esigenze temporanee non turistiche; un soggetto (Locatore) concede per un limitato periodo di tempo e per un’esigenza transitoria ben individuata il godimento di un immobile destinato ad abitazione a un altro soggetto (Conduttore), dietro il pagamento di un corrispettivo.

La legge determina il periodo minimo (1 mese) e massimo (18 mesi) di durata del contratto:

Il contratto di locazione ad uso transitorio “ordinario” deve essere redatto utilizzando un modello predisposto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (DM 30 dicembre 2002, Allegato C o D).
Fra gli elementi che devono essere obbligatoriamente contenuti nel contratto si ricordano in particolare:
• le generalità delle parti;
• la descrizione dell’immobile;
• l’indicazione dell’importo del canone;
• le modalità di versamento;
• la durata della locazione;
• l’espresso riferimento all’esigenza transitoria, che deve essere comprovata da idonea documentazione allegata al contratto stesso (ad esempio, dichiarazione del datore di lavoro relativa a un trasferimento temporaneo del dipendente in altra sede); in caso di mancata specificazione dell’esigenza temporanea, il contratto è soggetto alla disciplina ordinaria (vedi la scheda sui contratti a canone libero) e quindi la durata sarà di 4 anni + 4 anni.
• un’apposita clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine all’attestazione di prestazione energetica. In caso di mancata dichiarazione circa l’APE, locatore e conduttore sono soggetti al pagamento, in solido e in parti uguali, di una sanzione amministrativa (pagamento di una somma di denaro). Il pagamento della sanzione amministrativa non esenta dall’obbligo di presentare la dichiarazione o la copia dell’APE entro 45 giorni.

È espressamente vietata la sublocazione.

Nei contratti di locazione ad uso transitorio la cessazione del contratto si verifica automaticamente al termine del periodo prestabilito.
Se le ragioni della transitorietà sono state poste dal locatore, è però necessario che quest’ultimo le confermi prima della scadenza, con apposita comunicazione al conduttore. In caso contrario, se il conduttore rimane nel godimento dell’immobile, il contratto diventa soggetto alla disciplina dei contratti a canone libero (con durata di 4 anni + 4 anni).
Se il locatore comunica il perdurare dell’esigenza transitoria e poi non adibisce l’immobile all’uso dichiarato entro 6 mesi, può essere condannato al risarcimento del danno a favore del conduttore (fino ad un massimo 36 mensilità del canone di locazione) oppure al ripristino del contratto di locazione secondo la disciplina ordinaria.

In alcune città italiane e relativa area metropolitana (Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania; Comuni confinanti con le città sopra elencate; Capoluoghi di provincia) l’importo del canone è determinato secondo accordi territoriali.

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