Risoluzione Agenzia Entrate n. 379 del 10.10.2008

Interpello ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Servit๠di passaggio su fondo rustico - Trattamento fiscale dell'indennità  percepita - Art. 67 del Tuir
Risoluzione Agenzia Entrate n. 379 del 10.10.2008

Con l'interpello specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 67del Tuir è stato esposto il seguente

QUESITO
Una società  di trattamento e stoccaggio rifiuti ha ottenuto l'approvazione della Provincia di ... per la realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti compostabili. Tale approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità , urgenza ed indifferibilità  dei lavori.
L'impianto sarà  realizzato su un terreno che non ha accesso alla pubblica via in quanto intercluso da altri fondi. Al fine di consentire il collegamento dell'impianto alla pubblica via è stato previsto, pertanto, il transito su un terreno attiguo, di proprietà  dell'istante.
Per evitare l'esproprio per pubblico interesse, l'istante, proprietario del terreno, intende costituire per atto pubblico una servit๠di passaggio volontaria, della durata di dieci anni, in favore del fondo sul quale verrà  realizzato l'impianto.
A fronte di tale diritto di servità¹, riceverà  un corrispettivo pari a 500.000 euro da corrispondersi in dieci rate annuali di euro 50.000 ciascuna.
Al riguardo, l'istante, che fa presente di non essere coltivatore diretto e di essere proprietario del fondo rustico da meno di cinque anni, chiede di sapere se l'indennità  (rectius corrispettivo) per la costituzione del diritto di servit๠di passaggio concorra alla formazione della base imponibile dell'Irpef.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L'istante ritiene che l'indennità  di servit๠non concorra alla formazione della base imponibile dell'Irpef e, pi๠dettagliatamente, è dell'avviso che tale importo non costituisca plusvalenza ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. b), del Tuir, in quanto la costituzione del diritto di servit๠non implica la perdita della proprietà  del bene.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Nell'ambito della categoria dei diritti reali si distinguono i diritti reali su cosa altrui, i quali, presupponendo una scissione delle facoltà  attinenti al diritto di proprietà , comportano che talune di esse vengano compresse in modo che un terzo possa esercitare un diritto che ha come contenuto dette facoltà .
La servit๠prediale, ricompresa nella predetta categoria, consiste, ai sensi dell'art. 1027 c.c., "nel peso imposto sopra un fondo per l'utilità  di un altro fondo appartenente a diverso proprietario" e può essere coattiva (v. Libro III, Titolo VI, Capo II del c.c.) o volontaria (v. successivo Capo III).
Occorre quindi stabilire se la costituzione volontaria della servit๠prediale indicata nell'istanza dia luogo a materia imponibile e se, nel caso di specie, il corrispettivo pattuito a favore del proprietario del fondo servente possa concorrere alla formazione di una plusvalenza imponibile ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera b) del TUIR.
Al riguardo, si fa presente che l'art. 9, comma 5, del Tuir, stabilisce che "ai fini delle imposte sui redditi le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento".
Sulla base della disposizione citata, la costituzione di una servit๠va ricondotta all'art. 67, comma 1, lettera b), primo periodo, del Tuir, concernente le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di beni immobili.
Ai sensi del predetto articolo, infatti, se il bene immobile consiste in un terreno agricolo o in un fabbricato la relativa cessione a titolo oneroso realizza plusvalenza tassabile se interviene entro cinque anni dall'acquisto.
Nel caso di specie l'istante intende costituire volontariamente una servit๠di passaggio, per un periodo di tempo determinato pari a dieci anni, in favore di un fondo attiguo di proprietà  della società  autorizzata alla realizzazione dell'impianto di smaltimento dei rifiuti, ricevendo in cambio una indennità  pari a 500.000 euro.
Ad avviso della scrivente, la fattispecie rappresentata presenta i requisiti per essere assimilata alla cessione a titolo oneroso di beni immobili disciplinata dall'art. 67, comma 1, lett. b), primo periodo, del Tuir.
Posto che la costituzione del diritto di servit๠in esame genera plusvalenza, occorre individuare le modalità  di determinazione della stessa.
In linea generale, ai sensi dell'art. 68, comma 1, del Tuir, la plusvalenza è costituita dalla differenza tra i "corrispettivi percepiti nel periodo di imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo".
Nel caso di specie, mentre non si pongono problemi in ordine alla determinazione del corrispettivo della servità¹, contrattualmente determinato, per individuare il prezzo di acquisto originario della stessa può essere utilizzato un criterio di tipo proporzionale, fondato sul rapporto tra il valore complessivo attuale del terreno agricolo e il corrispettivo percepito per la costituzione della servità¹.
Sempre in relazione alle modalità  di determinazione della plusvalenza, occorre poi considerare che nel caso di specie l'indennità  di servit๠non sarà  percepita in un'unica soluzione, ma sarà  ripartita in dieci annualità  di pari importo.
Ne consegue che, nel rispetto del principio di cassa, la plusvalenza dovrà  essere computata in aumento del reddito complessivo relativo al periodo d'imposta in cui è stata percepita la singola rata convenuta nella percentuale riferibile a tale singola annualità .
Le Direzioni Regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dagli uffici.

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