Entrate tributarie in crescita nei primi sette mesi del 2026: gettito a +2,8%

Il gettito tributario erariale cresce nei primi sette mesi del 2026. In aumento il gettito da IRPEF, IRES e IVA, mentre alcune imposte indirette segnano una contrazione.

Le entrate tributarie erariali accertate secondo il criterio della competenza giuridica hanno raggiunto, nel periodo gennaio-luglio 2026, 346,1 miliardi di euro, con un incremento di 9,4 miliardi (+2,8%) rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dalla Nota tecnica del Dipartimento delle Finanze al Bollettino delle entrate tributarie n. 293 – luglio 2026.

La crescita è trainata principalmente dalle imposte dirette, aumentate di 6,2 miliardi (+3,2%), mentre le imposte indirette hanno registrato un incremento di 3,2 miliardi (+2,2%). Nel mese di luglio, in particolare, il gettito è stato pari a 63,7 miliardi, in aumento del 6% rispetto allo stesso mese del 2025.

IRPEF e IRES: andamento delle imposte dirette

Tra le principali imposte dirette, l’IRPEF ha segnato un aumento di 3,7 miliardi (+2,7%), sostenuto soprattutto dalle ritenute sui redditi da lavoro dipendente, cresciute di 4,1 miliardi (+3,5%). Positivo anche il gettito delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo (+3,2%), mentre risultano in calo i versamenti in autoliquidazione, in particolare quelli a titolo di acconto. 

L’IRES cresce di 716 milioni (+2,8%), anche se il dato risente di uno sfasamento nelle registrazioni contabili tra luglio 2025 e luglio 2026, destinato a essere recuperato con i versamenti di agosto.

IVA in crescita, calano alcune imposte indirette

Sul fronte delle imposte indirette, il principale contributo arriva dall’IVA, il cui gettito aumenta di 3,6 miliardi (+3,8%), con una crescita sia degli scambi interni (+3,2%) sia dell’IVA sulle importazioni (+8,7%). Tra le altre componenti, aumentano anche l’imposta di registro (+1,5%) e l’accisa sul gas naturale per combustione (+59,3%), mentre diminuisce il gettito dell’imposta di bollo (-7,6%).

In diminuzione, invece, le accise sui prodotti energetici, che registrano un calo di 1,2 miliardi (-8,5%), anche per effetto delle riduzioni temporanee delle aliquote introdotte nel 2026 per contrastare l’aumento dei prezzi energetici. In flessione anche le entrate derivanti dalle attività di gioco (-8,1%).

Infine, le entrate derivanti dalle attività di accertamento e controllo mostrano un incremento di 437 milioni di euro (+4,8%), con una crescita sia delle imposte dirette (+1,6%) sia, in misura più marcata, di quelle indirette (+8,2%).

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