Riforma dell’artigianato: via libera al decreto per la digitalizzazione e la flessibilità delle imprese

Il Consiglio dei Ministri ha varato un provvedimento di aggiornamento della legge-quadro 443/1985 per allineare il settore alle dinamiche di mercato e tecnologiche, introducendo novità sui requisiti, sulle quote societarie e sulle unità locali.

Nel corso della riunione n. 195 del 28 ottobre 2026, l’Esecutivo ha licenziato in esame preliminare un decreto legislativo di revisione della normativa sull’artigianato, attuativo della delega contenuta nella legge annuale per le PMI (legge n. 34/2026). L’intervento normativo punta a modernizzare l’impianto originario della legge n. 443/1985 per recepire la trasformazione digitale e i nuovi modelli organizzativi aziendali.

Le principali novità per le imprese artigiane tra governance, sedi e requisiti

Il testo introduce rilevanti correttivi operativi per le attività artigiane, strutturati su diversi fronti strategici:

  • Responsabile tecnico e flessibilità: per le lavorazioni che esigono specifiche competenze, i requisiti professionali possono fare capo all’imprenditore o a un collaboratore designato come responsabile tecnico. In caso di impedimento temporaneo, è ammessa la nomina di un sostituto per un massimo di trenta giorni, prorogabili fino a novanta in presenza di motivi di salute o cause documentate;
  • Nuovi assetti societari: per i modelli societari ammessi (escluse Spa e Sapa), la qualifica artigiana viene parametrata al capitale sociale anziché al numero dei soci. Viene imposto che la maggioranza del capitale sia in capo a soci impegnati prevalentemente nel processo produttivo, confermando la centralità del fattore lavoro rispetto al capitale;
  • Unità locali e digitalizzazione: le imprese potranno attivare fino a un massimo di tre unità locali operative, anche al di fuori della circoscrizione camerale di origine, purché dedicate a fasi produttive o gestionali sotto il controllo diretto dell’imprenditore, eventualmente coadiuvato da strumenti digitali;
  • Formazione e semplificazione: le Regioni potranno disciplinare i riconoscimenti per i “maestri artigiani” e le botteghe-scuola, mentre gli adempimenti camerali (iscrizioni, variazioni e cessazioni) transitano interamente attraverso la Comunicazione Unica. Nasce inoltre, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, una specifica Commissione consultiva di settore.
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