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Le norme del nuovo codice deontologico, se più favorevoli all’incolpato, sono applicabili anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore

Lo hanno chiarito le Sezioni Unite di Cassazione, con la Sentenza n. 16296 del 10 giugno 2021. Le norme del codice approvato il 31 gennaio 2014, dunque, si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato, avendo l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recepito il criterio del favor rei, in luogo del criterio del tempus regit actum.

Ne consegue, chiariscono le Sezioni Unite di Cassazione, che l’individuazione del regime giuridico più favorevole deve essere effettuata non in astratto, ma con riguardo alla concreta vicenda disciplinare, tenendo conto di tutte le conseguenze che potrebbero derivare dall’integrale applicazione di ciascuna delle due normative nella specifica fattispecie; tuttavia, all’esito dell’individuazione, quella ritenuta più favorevole deve essere applicata per intero, dovendo escludersi la possibilità di operare una combinazione tra la vecchia e la nuova normativa ricavandone arbitrariamente una terza attraverso l’utilizzo e l’applicazione di parti dell’una e parti dell’altra.

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