Cassazione: deducibilità delle penali contrattuali esclusa se l’operazione è antieconomica

La Suprema Corte ribadisce che le penali ex art. 1382 c.c. sono, in linea generale, deducibili dal reddito d’impresa, ma la loro deducibilità può essere esclusa in presenza di operazioni economicamente illogiche o manifestamente antieconomiche adeguatamente provate dal Fisco.

Il principio di diritto della Cassazione

La Corte di Cassazione, Sezione V civile, con Ordinanza n. 12400 del 3 maggio 2026, ha enunciato il seguente principio di diritto:

«Sebbene le penali contrattuali, pattuite ai sensi dell’art. 1382 c.c., siano di norma deducibili dal reddito d’impresa in quanto costo inerente all’attività, tale principio non opera in modo assoluto. La deducibilità può essere disconosciuta qualora l’Amministrazione finanziaria fornisca un solido quadro probatorio, basato su presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti, dal quale emerga la manifesta antieconomicità e irragionevolezza dell’operazione economica nel suo complesso. In tale circostanza, la macroscopica sproporzione o l’illogicità economica della pattuizione funge da elemento sintomatico del difetto di inerenza del costo, spostando sul contribuente l’onere di fornire una prova contraria idonea a dimostrare la razionalità economica e la coerenza delle proprie scelte gestionali con l’attività d’impresa».

La vicenda processuale

Il contenzioso trae origine da una verifica fiscale nei confronti di una società della grande distribuzione relativa ai periodi d’imposta 2009–2011. All’esito dei controlli, l’Agenzia delle Entrate notificava un processo verbale di constatazione con rilievi ai fini IRES e IVA per il 2011.
Nonostante il contraddittorio endoprocedimentale e le difese della contribuente, l’Ufficio emetteva avviso di accertamento con recupero a tassazione di maggior imponibile. Il ricorso proposto dinanzi alla CTP di Ancona veniva accolto solo parzialmente e la CTR delle Marche riformava in parte la decisione in sede di appello.
La controversia giungeva quindi in Cassazione, dove la società proponeva ricorso affidato a due motivi, mentre l’Agenzia delle Entrate resisteva con controricorso e ricorso incidentale.

Il punto della Suprema Corte

La decisione si inserisce nel consolidato orientamento in tema di inerenza dei costi d’impresa, confermando la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di sindacare la deducibilità anche delle penali contrattuali in presenza di elementi presuntivi gravi e concordanti.

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