Sicurezza sociale: l’Unione europea aggiorna le tutele

L’Unione europea compie un nuovo passo verso l’aggiornamento delle norme sulla sicurezza sociale, con l’approvazione di un accordo provvisorio raggiunto tra gli Stati membri e il Parlamento europeo. 
Lo rende noto l’Inps, in un comunicato pubblicato sul proprio portale, dove sottolinea come l’intesa rappresenti un tassello importante nel percorso di modernizzazione del coordinamento dei sistemi previdenziali nazionali, un tema sempre più rilevante in un mercato del lavoro caratterizzato da crescente mobilità transfrontaliera.

I contenuti dell’accordo provvisorio

L’intesa punta a semplificare le procedure di riconoscimento dei periodi contributivi maturati in diversi Paesi dell’Unione, riducendo le complessità burocratiche che spesso penalizzano i lavoratori migranti e i frontalieri al momento del calcolo della pensione o dell’accesso alle prestazioni di welfare. Il nuovo impianto normativo dovrebbe inoltre rafforzare la cooperazione amministrativa tra gli istituti previdenziali nazionali, favorendo uno scambio di informazioni più rapido e affidabile, requisito indispensabile per garantire continuità di tutela ai cittadini che lavorano in più Stati membri nel corso della propria carriera.

In particolare, l’intervento fa riferimento a cinque ambiti principali:

  • indennità di disoccupazione;
  • prestazioni di assistenza a lungo termine;
  • accesso alle prestazioni di welfare per le persone economicamente inattive;
  • prestazioni familiari;
  • legislazione applicabile ai lavoratori distaccati e alle persone che operano in due o più Stati membri.

Cosa cambia per lavoratori, aziende e consulenti previdenziali

Per i lavoratori italiani che hanno maturato periodi contributivi all’estero, e per le imprese che operano in contesti internazionali, l’aggiornamento delle regole di coordinamento potrebbe tradursi in procedure più snelle per il riconoscimento dei diritti previdenziali maturati oltreconfine. I consulenti del lavoro e gli esperti previdenziali dovranno seguire con attenzione l’iter di recepimento del nuovo testo nell’ordinamento nazionale, poiché da esso dipenderanno le modalità operative con cui l’INPS gestirà le pratiche di totalizzazione e di cumulo dei contributi.

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