Sgravi contributivi negati: il Ministero individua le violazioni che fanno scattare lo stop

Un decreto del Ministero del Lavoro individua le violazioni che comportano la perdita temporanea delle agevolazioni normative e contributive per i datori di lavoro.

Le imprese che non rispettano le norme in materia di lavoro e sicurezza potranno essere escluse, per un periodo determinato, dalla possibilità di usufruire di sgravi contributivi e altri benefici previsti dalla normativa.
È quanto stabilito dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 22 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2026, che individua le violazioni rilevanti ai fini dell’applicazione del blocco previsto dall’articolo 29 del D.L. n. 19/2024.

Stop da 3 a 24 mesi in base alla gravità dell’illecito

L’elenco delle condotte che determinano la perdita temporanea delle agevolazioni è contenuto nell’Allegato A al decreto. La durata dell’esclusione varia da 3 a 24 mesi, in funzione della gravità della violazione definitivamente accertata.
Tra i casi considerati rientrano alcune delle più gravi irregolarità in ambito lavoristico, tra cui il caporalato, l’impiego di cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno, il lavoro sommerso, le violazioni della disciplina sulla patente a crediti nei cantieri e gli illeciti più rilevanti in materia di salute e sicurezza.

Necessario un accertamento definitivo

Il provvedimento precisa che la semplice contestazione di una violazione non è sufficiente a far perdere gli incentivi: l’esclusione opera solo dopo un accertamento definitivo dell’illecito.
La limitazione non si applica, inoltre, nei casi in cui il reato venga estinto attraverso l’adempimento delle prescrizioni impartite dagli organi di vigilanza o tramite oblazione, quando previsto dalla legge.

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