Piano Casa: dal CdM un pacchetto da 100 mila alloggi in dieci anni

Tre pilastri per affrontare l’emergenza abitativa: recupero dell’ERP, fondo unico per l’housing sociale e incentivi agli investimenti privati con edilizia a prezzi calmierati.

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 173 del 30 aprile, ha approvato un nuovo pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa, che definiscono il cosiddetto “Piano Casa”. L’intervento punta a incrementare l’offerta di alloggi attraverso il recupero del patrimonio pubblico esistente e la promozione di nuovi modelli di edilizia integrata, con l’obiettivo complessivo di rendere disponibili circa 100 mila abitazioni nei prossimi dieci anni.

Tre direttrici per contrastare l’emergenza abitativa
Il piano si articola su tre pilastri principali:

  • il primo pilastro riguarda il recupero e la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (ERP) e sovvenzionata, con interventi straordinari su circa 60 mila alloggi attualmente non assegnabili perché in condizioni inadeguate. Sono previste semplificazioni procedurali, la nomina di un Commissario straordinario (che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari) e programmi di riscatto da parte degli assegnatari, oltre alla realizzazione di nuove abitazioni senza consumo di suolo, destinate alla locazione di lungo periodo con opzione di acquisto;
  • il secondo pilastro prevede la concentrazione delle risorse pubbliche per l’housing sociale in un fondo unico gestito da INVIMIT SGR. Il fondo raccoglierà risorse europee e nazionali attualmente frammentate tra diversi livelli di governo. Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Le risorse complessive destinate al piano superano i 10 miliardi di euro;
  • il terzo pilastro mira a incentivare la partecipazione dei privati attraverso semplificazioni burocratiche e procedure accelerate per gli investimenti nell’edilizia integrata. Per interventi superiori al miliardo di euro è prevista la nomina di un Commissario straordinario, che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. A fronte di tali semplificazioni, i soggetti privati dovranno destinare almeno il 70% degli alloggi realizzati all’edilizia convenzionata, con prezzi calmierati di almeno il 33% rispetto al mercato. Le nuove misure saranno applicate alla sola quota di edilizia integrata, mentre per la restante parte continuerà a valere la disciplina ordinaria.
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