Intrastat 2026: la soglia per gli acquisti di beni sale a 2 milioni di euro

Con la pubblicazione della determinazione direttoriale n. 84415 del 4 febbraio 2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in sinergia con l’Agenzia delle Entrate e l’ISTAT, ha elevato significativamente il limite che fa scattare l’obbligo di rendicontazione per le transazioni intracomunitarie.

In particolare l’intervento normativo si concentra sul modello Intra 2-bis, ovvero l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni presentato ai soli fini statistici. La novità più rilevante è l’innalzamento della soglia per la presentazione mensile, che passa dai precedenti 350.000 euro a 2.000.000 di euro.

A partire dagli invii da effettuarsi entro il 25 febbraio 2026, le aziende saranno tenute a compilare gli elenchi Intrastat relativi agli acquisti di beni solo se l’ammontare totale trimestrale di tali operazioni è stato pari o superiore a 2 milioni di euro per almeno uno dei quattro trimestri precedenti. Questa modifica esonera dunque una vasta platea di operatori di medie dimensioni da un adempimento che, negli ultimi anni, era diventato particolarmente oneroso sotto il profilo gestionale.

Nonostante l’importante semplificazione sul fronte degli acquisti, il quadro normativo rimane articolato per le altre tipologie di operazioni. Le soglie per le cessioni di beni (Modello Intra 1-bis) restano fissate a 50.000 euro trimestrali per l’obbligo mensile. Allo stesso modo, per i servizi ricevuti (Modello Intra 2-quater), la soglia rimane confermata a 100.000 euro. Per quanto riguarda invece i servizi resi (Modello Intra 1-quater), l’obbligo di presentazione persiste per tutte le operazioni, senza la previsione di una franchigia minima.

Naturalmente, anche in assenza del modello statistico, resta fermo l’obbligo di integrare le fatture passive intracomunitarie e trasmettere i dati al Sistema di Interscambio (SdI) utilizzando i codici documento specifici, come il TD18 per l’acquisto di beni.

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