Frontalieri Italia-Svizzera: la sede del datore può essere fuori area

Nuovi chiarimenti interpretativi sull’applicazione del regime fiscale riservato ai lavoratori frontalieri nell’ambito dell’accordo Italia-Svizzera.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento in materia di lavoratori frontalieri nell’ambito dell’accordo fiscale Italia-Svizzera del 2020: la sede del datore di lavoro non deve necessariamente trovarsi all’interno dell’area di frontiera, purché il lavoratore svolga concretamente la propria attività in quella zona.

Il regime fiscale previsto dall’accordo del 2020

L’accordo bilaterale tra Italia e Svizzera, entrato in vigore nel 2020, ha ridisegnato il trattamento fiscale dei lavoratori che abitano in prossimità del confine e prestano servizio nell’altro Stato. Il regime prevede una tassazione condivisa tra i due Paesi, con aliquote agevolate rispetto alla tassazione ordinaria. Finora restava aperta una questione interpretativa fondamentale: se anche la sede del datore di lavoro dovesse trovarsi nella zona frontaliera svizzera o italiana.

La risposta dell’Agenzia chiarisce che il requisito geografico si applica esclusivamente al lavoratore, che deve svolgere fisicamente la propria attività nell’area di frontiera. Il datore, invece, può avere sede in qualsiasi parte dello Stato estero (Svizzera o Italia) senza che questo pregiudichi l’applicabilità del regime agevolato.

ALTRI APPROFONDIMENTI

Riforma della Previdenza complementare 2026: le novità in vigore dal 1° luglio 2026

Redazione AteneoWeb
Dal capitale liquidabile alle nuove regole fiscali: il riassetto della previdenza integrativa tra flessibilità, incentivi e adesione automatica....

Riforma RUNTS 2026: le novità del DM 2/2026 per gli Enti del terzo settore

Redazione AteneoWeb
Nuove regole per il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Il DM 2/2026 interviene sulla disciplina del RUNTS con misure di semplificazione e digitalizzazione che puntano a rendere più snelle...

Assetti organizzativi e strumenti di prevenzione: il test pratico come dispositivo di autodiagnosi e il regime semplificato

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
Il test pratico previsto dal Codice della crisi si conferma uno strumento centrale di autovalutazione degli assetti organizzativi. Tra funzione preventiva e regime semplificato per le imprese minori, il modello...

Aggiungi AteneoWeb alle tue fonti preferite su Google

Da qualche giorno, anche in Italia Google ha introdotto una funzione che consente di avere maggiore controllo sulle notizie visualizzate.

Quiz Cybersecurity e Modello 231

La tua azienda è davvero protetta?
Scoprilo in 2 minuti.

Resta sempre aggiornato su fisco, lavoro e normativa

Informazioni chiare e selezionate, pensate per i professionisti, direttamente nella tua e-mail.