CNEL: approvato Ddl delega sul congedo parentale

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ha approvato un Disegno di legge delega sui congedi parentali, i periodi di astensione facoltativa dal lavoro dei genitori durante i primi anni di vita del/la bambino/a al fine di soddisfarne i bisogni affettivi, organizzativi e relazionali.

Il Ddl è composto da due articoli:

  • l’articolo 1 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di congedo parentale al fine di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione dei carichi familiari, in linea con il documento di Osservazione e proposte approvato dall’Assemblea CNEL il 24 ottobre 2024. Nell’esercizio della delega, il Governo è tenuto ad intervenire per eliminare l’attuale penalizzazione retributiva e pensionistica nella fruizione dei congedi parentali, ad innalzare l’indennizzo in rapporto alla retribuzione, a estendere fino ai 14 anni di età del figlio o della figlia il periodo di fruizione, a garantire in caso di affidamento esclusivo l’utilizzo del periodo non goduto dall’altro genitore.
  • l’articolo 2 subordina l’entrata in vigore di uno o più decreti legislativi all’effettiva copertura delle misure previste che, secondo la relazione tecnica preparata dall’Inps, comportano maggiori uscite o minori entrate per un ammontare quantificabile in 3 miliardi di euro.

Trattandosi di un congedo non obbligatorio nella quasi totalità dei casi, sottolinea il CNEL nel Comunicato del 25 novembre, è utilizzato in misura preponderante dalle donne, sulle quali ancora oggi ricade, per la grande maggioranza dei casi, il carico della cura dei figli, con le pregiudizievoli conseguenze sui salari, sull’affermazione professionale, sulle future pensioni. Nonostante l’uguaglianza fra donne e uomini rappresenti uno dei principi fondamentali sanciti dalla nostra Carta costituzionale, oltre che dal diritto comunitario, e nonostante l’Unione europea persegua da anni obiettivi di non discriminazione legata al genere al fine di assicurare le pari opportunità e l’uguaglianza di trattamento in tutti i campi, il raggiungimento di questo obiettivo è ancora lontano. Superare queste diseguaglianze e costruire una cultura della condivisione – necessaria all’affermazione della parità e delle libertà conseguenti, oltre che delle pari opportunità – non rappresenta soltanto l’affermazione di un diritto sancito dalla Costituzione e dalle leggi, nazionali e comunitarie, ma costituisce anche un’opportunità per il Paese, per un suo pieno sviluppo, oltre che un percorso obbligato per una più significativa coesione sociale.

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