Bonus donne 2026: esonero contributivo fino a 800 euro per le assunzioni a tempo indeterminato

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile è stato pubblicato il Decreto Lavoro (D.lgs. n. 62/2026), che introduce misure urgenti su salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale.
Il provvedimento mobilita circa 934 milioni di euro e punta a rafforzare la dignità dei lavoratori, favorire l’occupazione stabile di giovani e donne e intervenire sulle nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.

L’articolo 1 del provvedimento, entrato in vigore lo scorso 1° maggio, disciplina il Bonus donne 2026, una misura volta a incentivare l’assunzione stabile di lavoratrici in condizioni di svantaggio.

In particolare, ai datori di lavoro privati che, nel corso del 2026, assumono a tempo indeterminato donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da almeno 12 mesi se appartenenti alle categorie di lavoratori svantaggiati individuate dalla normativa europea, viene riconosciuto un esonero contributivo totale. L’agevolazione copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, fino a un massimo di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice, per un periodo massimo di 24 mesi.

Il beneficio risulta ulteriormente rafforzato per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno, dove il tetto massimo dell’esonero sale a 800 euro mensili. Per alcune categorie di lavoratrici svantaggiate, l’incentivo è invece riconosciuto per una durata ridotta fino a 12 mesi.
La misura si applica anche nei casi in cui la lavoratrice sia già stata assunta con il medesimo incentivo da un altro datore di lavoro, consentendo la fruizione della quota residua di agevolazione.

Condizioni di accesso e vincoli per i datori di lavoro

L’accesso al beneficio è subordinato al rispetto di specifici requisiti, tra cui la realizzazione di un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Sono inoltre esclusi i rapporti di lavoro domestico e quelli di apprendistato.
Ulteriore condizione è l’assenza, nei sei mesi antecedenti l’assunzione, di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella medesima unità produttiva. 
Il decreto prevede anche un meccanismo di revoca dell’incentivo qualora, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore proceda al licenziamento della lavoratrice o di un dipendente con la stessa qualifica.

Risorse stanziate e limiti di spesa

In termini di copertura finanziaria, il Bonus donne 2026 è sostenuto da risorse pari a 26,5 milioni di euro per il 2026, 63,7 milioni per il 2027 e 51,3 milioni per il 2028, a valere sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027.
L’INPS è incaricato del monitoraggio della spesa e potrà bloccare l’accoglimento delle domande qualora venga raggiunto il limite previsto.
L’esonero non è cumulabile con altri incentivi contributivi, ma resta compatibile con la maggiorazione del costo del lavoro deducibile per le nuove assunzioni, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.

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