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Approvato il testo di conversione del Decreto Lavoro: le novità introdotte

Con il voto della Camera dei Deputati si è chiuso l’iter parlamentare del Decreto Lavoro.

“Con il via libera definitivo del Parlamento, si conclude l’iter di una riforma strategica per il lavoro: pienamente rappresentativa della strategia di questo esecutivo. Il nostro obiettivo è quello di promuovere il lavoro, accompagnare le persone attraverso la formazione e sostenere le fragilità con interventi come il nuovo assegno di inclusione. Miglioriamo la qualità dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, sosteniamo le famiglie con il taglio del cuneo fiscale e contributivo e rispondiamo con concretezza alle necessità di imprese e lavoratori”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

Tra le novità introdotte durante l’iter parlamentare, da segnalare:

  • l’estensione dello smart working fino al 30 settembre per i lavoratori fragili, pubblici e privati, e fino al 31 dicembre per i genitori di figli under 14 nel privato;
  • la detassazione del lavoro straordinario e notturno nei festivi per il settore turistico e termale;
  • maggiori tutele per la sicurezza nelle scuole;
  • il rifinanziamento per 5 milioni di euro del Fondo per le famiglie di vittime di gravi infortuni del lavoro;
  • le modifiche inerenti proroghe e rinnovi di contratti a tempo determinato;
  • l’esclusione dai limiti quantitativi dei lavoratori assunti con contratti di apprendistato o, se la somministrazione è a tempo indeterminato, di lavoratori in “ex” mobilità, disoccupati che godono di trattamenti di disoccupazione (non agricola) o di ammortizzatori sociali da almeno 6 mesi e di lavoratori svantaggiati;
  • l’inserimento, tra i soggetti fragili destinatari dell’assegno di inclusione, di chi è inserito in programmi di cura e assistenza da parte dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla Pa;
  • la previsione che le vittime di violenza di genere costituiscano nucleo a sé ai fini Isee con l’obiettivo di poter facilitare loro, se nelle condizioni, la percezione dell’assegno di inclusione.
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