Adeguati assetti d’impresa: il documento CNDCEC per la prevenzione dei rischi e la compliance integrata

Le indicazioni del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla valutazione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili possono aiutare le imprese a individuare le carenze e a prevenire situazioni di crisi, rafforzando i sistemi di controllo e gestione dei rischi.

Il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), pubblicato il 4 maggio 2026, offre indicazioni metodologiche per valutare l’adeguatezza degli assetti aziendali e può rappresentare anche uno strumento di autovalutazione preventiva per le imprese.

Il testo, intitolato La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi, è rivolto principalmente ai Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) e ai periti chiamati a esaminare le realtà aziendali nell’ambito di procedimenti civili e penali. Fornisce principi metodologici, check-list e buone prassi per orientare le valutazioni, con particolare attenzione ai sistemi organizzativi e ai presìdi che consentono di intercettare tempestivamente gli squilibri.

Le indicazioni contenute nel documento possono tuttavia essere utilizzate anche dagli amministratori per verificare, prima dell’eventuale insorgere di una crisi, se l’organizzazione aziendale sia effettivamente in grado di individuare i segnali di difficoltà e supportare decisioni tempestive.

Dalla valutazione giudiziale alla prevenzione aziendale

Nell’esame dell’adeguatezza degli assetti, la valutazione non può basarsi esclusivamente sull’esito finale della gestione. Occorre ricostruire quali informazioni fossero disponibili o conoscibili al momento delle decisioni e verificare quali misure organizzative fossero ragionevolmente esigibili, tenendo conto della natura e delle dimensioni dell’impresa.

Il documento richiama inoltre l’importanza della pianificazione aziendale, la cui assenza può costituire un elemento indicativo di carenze organizzative. Ne emerge la necessità di predisporre sistemi realmente funzionanti, capaci di produrre informazioni utili per monitorare l’andamento della gestione e attivare, quando necessario, interventi correttivi.

Un aspetto centrale riguarda il superamento degli adempimenti meramente formali. La presenza di procedure e modelli documentati, infatti, non è sufficiente se questi non trovano applicazione concreta nell’attività aziendale. Gli assetti devono essere proporzionati alla complessità dell’impresa e consentire di individuare tempestivamente eventuali criticità, senza imporre un modello organizzativo uniforme a tutte le realtà.

Budget, flussi di cassa e controlli: come verificare gli assetti

Le imprese possono utilizzare le indicazioni del CNDCEC per effettuare una verifica interna dei propri presìdi organizzativi, amministrativi e contabili. In particolare, è opportuno accertare la capacità di rilevare gli squilibri, valutare la sostenibilità dei debiti e verificare le prospettive di continuità aziendale per almeno dodici mesi, in linea con quanto previsto dall’articolo 3 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII).

A questo scopo assumono rilievo strumenti quali budget, sistemi di reporting direzionale, analisi dei flussi di cassa e procedure di gestione dei rischi. Le informazioni prodotte devono essere adeguatamente documentate e tracciabili, così da consentire di ricostruire le valutazioni effettuate e le decisioni adottate.

L’assenza di strumenti efficaci o di flussi informativi adeguati può esporre gli amministratori a contestazioni relative alle carenze organizzative.

La prospettiva è quella di una “compliance integrata”, nella quale gli adeguati assetti si coordinano con i Modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dal D.Lgs. 231/2001. L’obiettivo è costruire un sistema di presìdi coerente e commisurato alle caratteristiche dell’impresa, in grado di sostenere la prevenzione dei rischi e la continuità aziendale.

Il supporto del commercialista può contribuire a individuare le eventuali lacune, valutare l’efficacia degli strumenti esistenti e pianificare gli interventi necessari, trasformando la verifica degli obblighi organizzativi in un’occasione per migliorare il controllo della gestione.

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