ll Concordato Preventivo Biennale (CPB) è un procedimento accertativo fondato su un patto programmatico tra professionisti/imprese e Amministrazione Finanziaria, finalizzato a concordare preventivamente i redditi ed il valore della produzione netta da assoggettare a tassazione per un biennio, ricevendo in cambio un significativo trattamento premiale e la preclusione dagli accertamenti analitico-induttivi.
Il CPB è un istituto strutturale volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi (disciplinato dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13 – Disposizioni in materia di accertamento tributario e di concordato preventivo biennale e successive modificazioni e integrazioni, tra cui le recenti e fondamentali novità introdotte dal D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148).
La metodologia di calcolo, sviluppata con riferimento alle specifiche attività economiche, tiene conto degli andamenti economici e dei mercati, della redditività individuale e settoriale come desumibili dagli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), delle risultanze della loro applicazione, nonché degli ulteriori dati nella disponibilità delle banche dati dell’Amministrazione Finanziaria.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026 – S.O. n. 20, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 11 maggio 2026, con il quale è stata approvata la metodologia ufficiale attraverso cui l’Agenzia delle Entrate formula ai contribuenti la proposta di concordato per il biennio 2026-2027.
La Camera dei Deputati, in data 20 maggio 2026, ha approvato la Legge di conversione del D.L. n. 38/2026 (c.d. Decreto Fiscale), che introduce sostanziali novità e specifici tetti di garanzia sul concordato preventivo biennale.
L’adesione o meno al concordato preventivo biennale rappresenta per il contribuente una scelta assolutamente facoltativa che si fonda su stime e dati previsionali di business, come tali non rientranti nella sfera di conoscibilità del Professionista.
Si evidenzia che l’adesione al CPB potrebbe generare un aggravio impositivo per il contribuente che non riuscisse, nel corso del biennio, a realizzare redditi effettivi pari o superiori a quelli concordati con il Fisco; specularmente, la mancata adesione potrebbe rivelarsi penalizzante per il contribuente che conseguisse redditi effettivi notevolmente superiori a quelli che avrebbe potuto preventivamente concordare e blindare.
Riteniamo pertanto fondamentale acquisire un preventivo “consenso informato”, sia per condividere consapevolmente le scelte strategiche senza assumere eccessive responsabilità professionali, sia per illustrare ai Clienti il rigoroso e maggior lavoro analitico svolto dallo Studio.
Abbiamo predisposto, per i contribuenti in regime ordinario:
- una informativa dettagliata (aggiornata al D.Lgs. 148/2026)
- una liberatoria indirizzata al Professionista
- un modello di check list sulla verifica dei requisiti di accesso e sulle cause di esclusione




