Decreto Fiscale 2026 in Gazzetta: tutte le novità per Imprese e Professionisti

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026, il nuovo Decreto Fiscale (DL 38/2026) entra ufficialmente nel vivo, delineando un pacchetto di interventi di "chirurgia fiscale" mirati a correggere la rotta della Legge di Bilancio e a fornire ossigeno al sistema produttivo.
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Vediamo in sintesi i temi principali. 
 

Investimenti: un bonus del 35% e l’addio al “solo Made in EU”

La misura di maggior impatto per il tessuto imprenditoriale è senza dubbio il nuovo credito d’imposta del 35%. Il contributo è destinato alle aziende che hanno già presentato comunicazioni per investimenti, configurandosi come un premio alla progettualità già avviata.
Ma la partita non è ancora chiusa: il Governo ha annunciato l’avvio immediato di un tavolo di confronto con le categorie produttive. L’obiettivo è ambizioso: individuare risorse aggiuntive durante l’iter di conversione parlamentare, stabilendo una gerarchia di priorità che possa massimizzare l’effetto moltiplicatore della misura.
Parallelamente, si registra una svolta storica sul fronte dei beni strumentali. Viene soppresso il vincolo che limitava la maggiorazione dell’ammortamento ai soli beni prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo (SEE). Una mossa che apre le porte alle tecnologie globali (USA e mercati asiatici in primis), necessaria per non penalizzare le imprese italiane in una fase di forte evoluzione tecnologica.
 

Il ritorno della PEX e il restyling dei dividendi

Il decreto segna il ritorno al passato, in senso positivo, per quanto riguarda la tassazione dei flussi finanziari societari. Viene infatti ripristinato il regime di esclusione dei dividendi nella misura del 95% per le società di capitali, unitamente alla Participation Exemption (PEX).
Questa “controriforma” rispetto ai limiti ipotizzati nelle scorse settimane mira a stabilizzare il quadro normativo per le holding e per le operazioni di dismissione di partecipazioni, riducendo il rischio di doppia imposizione economica e favorendo il reinvestimento degli utili.
 

I “rinvii tecnici”: Dogane e commissioni

Non mancano i differimenti strategici, figli della necessità di adeguare le infrastrutture informatiche dello Stato:
  • tassa sui pacchi extra-UE: il contributo sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro è slittato al 1° luglio 2026. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha infatti richiesto più tempo per completare il restyling dei sistemi di tracciamento;
  • ritenuta sulle provvigioni: per agenzie di viaggio e intermediari, l’applicazione della ritenuta è posticipata al 1° maggio 2026, concedendo due mesi extra per l’aggiornamento dei software gestionali;
  • IVA sulle permute: il nuovo regime IVA per le operazioni permutative (basato sul costo e non più sul valore normale) si applicherà solo ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.

Aumenta il bollo sui conti correnti

A fronte di tanti incentivi, il decreto introduce una misura di copertura che non tarderà a far discutere: l’imposta di bollo sui conti correnti e sui rendiconti per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società e professionisti strutturati) sale da 100 a 118 euro. Un rincaro che, sebbene contenuto nel singolo importo, graverà sulla liquidità aziendale in modo diffuso.
 

Sport, Lavoro e Sociale

Il DL 38/2026 tocca anche ambiti trasversali di grande rilievo:
  • atleti dilettanti: fissata una soglia di esenzione fino a 300 euro per i premi erogati entro fine 2026;
  • lavoratori impatriati: il nuovo regime fiscale per chi trasferisce la residenza in Italia viene aggiornato, con applicazione dal periodo d’imposta 2027;
  • avviamento negativo (Badwill): per i soggetti IAS/IFRS, la differenza negativa in caso di cessione d’azienda concorrerà al reddito in 5 quote costanti (retroattivo dal 2024);
  • sociale: confermati 1,6 milioni di euro per la Carta Europea della Disabilità nel 2026, garantendo la continuità di un servizio essenziale.
 
Il Decreto Fiscale di fine marzo 2026 si presenta come un cantiere aperto. Se le scadenze tecniche sono ormai fissate, il vero cuore politico della manovra si giocherà al tavolo con le imprese. La flessibilità mostrata dal Governo sulla clausola “Made in UE” e il ripristino della PEX suggeriscono una volontà di ascolto che potrebbe portare a ulteriori sorprese nei prossimi 60 giorni.
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