Dopo il condono fiscale spunta un “perdono” edilizio. I due interventi di clemenza dovrebbero consentire di fare quadrare i conti compromessi dal calo delle entrate e dalla difficile situazione economica. Il condono edilizio potrebbe fruttare da 5 a 8 miliardi di euro mentre per quello fiscale le previsioni vanno da un minimo di 3 a un massimo di 10 miliardi. Questo “perdono” potrebbe seguire le linee del condono del 1991, anche se le posizioni sembrano ancora da definire nei particolari. Il condono fiscale troverà, in ogni caso, posto in Finanziaria e sarà proposto con emendamenti dalla maggioranza.
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