Una turbolenza ciclica e non del tutto inattesa sulla quale si può discutere ma solo nel quadro di una riforma strutturale della concorrenza in ambito professionale, che non “bocci” tout court le parcelle senza riconoscerne gli effetti di reale tutela, sia del cliente che del professionista.
Così i Consigli nazionali di avvocati, ingegneri e architetti hanno incassato la notizia dell’invio all’Italia, da parte dell’Esecutivo comunitario, di due lettere di messa in mora per minimi e massimi tariffari applicati dalle tre categorie e giudicati incompatibili con il principio della libera prestazione di servizi tra i Venticinque (articolo 49 dei Trattati Ue) e, nel caso dei soli ingegneri architetti, anche della libertà di stabilimento.


