La riforma del diritto societario prevede una disciplina sul conflitto di interessi più morbida per le srl rispetto a quella delle spa.
Sfruttando al meglio i margini di manovra si possono introdurre, anche nelle srl, degli obblighi di esclusione preventiva, di astensione o di adeguata motivazione della decisione.
In base alla riforma del diritto societario, amministratori, sindaci e revisore possono impugnare le decisioni del cda adottate col voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi con la società.
E’ richiesta l’esistenza di un danno effettivo, di tipo patrimoniale, e non meramente potenziale, come previsto per le spa.
Il legislatore fissa in tre mesi il termine per impugnare, ma i soci possono ridurlo o prorogarlo.


