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Smart working per il 30% delle imprese italiane nel 2016

In Italia il lavoro è sempre più "agile".
Secondo i risultati della ricerca effettuata dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, infatti, il 2016 è stato un anno di svolta per il cosiddetto "Smart Working", che diventa così, anche in Italia, una realtà rilevante che coinvolge sempre più imprese e lavoratori, mostrando grandi potenzialità di espansione.

In riferimento al lavoro subordinato, ad esempio, gli Smart Workers, ossia quei lavoratori che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati, sono già 250.000, circa il 7% dei dipendenti (impiegati, quadri e dirigenti) e sono cresciuti del 40% rispetto al 2013.

Il lavoratore “smart” tipo è nel 69% dei casi un uomo e nel 31% dei casi una donna, con un’età media di 41 anni, che risiede al Nord per il 52% dei casi, al Centro per il 38% e al Sud per il 10%, e rileva benefici nello sviluppo professionale, nelle prestazioni lavorative e nel work-life balance rispetto ai lavoratori che operano secondo modalità tradizionali.

“Lo sviluppo dello Smart Working in Italia è un fenomeno ormai irreversibile, ma perché abbia effetti di grande portata sull’organizzazione del lavoro del Paese rimangono alcuni ‘cantieri’ aperti su cui aziende, istituzioni, sindacati e mondo della ricerca devono lavorare assieme." – ha dichiarato Fiorella Crespi, Direttore dell’Osservatorio Smart Working. "Il primo è quello delle PMI per cui persiste una barriera culturale, anche se l’aumento di consapevolezza fa ben sperare per il futuro. Il secondo la PA, per cui l’obiettivo di diffusione di modelli flessibili introdotto nella riforma Madia è una nota positiva, ma non ancora sufficiente. Il terzo è la necessità di rendere i progetti più pervasivi nel superamento degli orari di lavoro, nel ripensamento degli spazi e nella creazione di sistemi di valutazione per obiettivi. Il quarto riguarda la Digital Transformation che lo Smart Working può abilitare introducendo nuove tecnologie in azienda. Infine, l’estensione ai nuovi profili dell’Industria 4.0, mestieri oggi ancora distanti come operai e manutentori”.

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