Il presidente di Assindatcolf, Andrea Zini, ha avanzato una richiesta alla Commissione Lavoro relativamente al provvedimento approvato dall’Esecutivo che ha previsto la tracciabilita’ dei voucher per il settore agricolo, tralasciando invece il settore domestico. La richiesta, quindi, e’ stata quella di prevedere la tracciabilità dei voucher anche per quest’ultimo settore.
"Nel provvedimento recentemente approvato in Consiglio dei Ministri si parla, infatti, – spiega Zini – solo di ‘committenti imprenditori non agricoli o professionisti’. Non citare esplicitamente la categoria dei ‘privati’ o delle famiglie tout court, che rappresentano i datori di lavoro domestico, significa di fatto escluderla da questo meccanismo, legittimando un utilizzo improprio dello strumento che mette a rischio vertenza le famiglie. Un’occasione persa anche sul fronte dell’emersione del lavoro nero che nel settore domestico registra percentuali altissime, superiori al 50% dei rapporti di lavoro esistenti. Sebbene i voucher non siano comunque lo strumento per eccellenza per combattere il lavoro irregolare, prevedere un meccanismo di tracciabilità potrebbe rappresentare un valido deterrente al lavoro nero”.
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