La realizzazione dell’anagrafe dei conti correnti (prevista dalla legge 413/91 e dal dm 269 del 4/8/2000) consentirà di rivolgersi a unico soggetto e non più soltanto agli intermediari finanziari. Di conseguenza il fisco potrà conoscere l’esistenza del rapporto bancario ma non il suo contenuto per il quale comunque dovranno intraprendersi le ordinarie procedure previste dalla legge. Si ricorda che il segreto bancario fonda il proprio riconoscimento giuridico in un comportamento consuetudinario (riconosciuto e tutelato) che impone ai responsabili degli istituti di credito di non rivelare a terzi, salvo le deroghe stabilite dalla legge, dati e notizie direttamente o indirettamente riconducibili ai propri clienti.
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SEGRETO BANCARIO, GLI ACCERTAMENTI DEL FISCO CON UN CLICK
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