Con una notizia pubblicata sul proprio sito internet Cassa Forense ha chiarito che la Rottamazione quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda esclusivamente i contributi dovuti all’Inps e non estende la sanatoria ai debiti gestiti dalle casse professionali.
La nuova normativa, infatti, consente di definire agevolmente solo i contributi previdenziali non derivanti da accertamento, escludendo ogni altro soggetto previdenziale. Si tratta di una differenza importante, spiega l’ente previdenziale degli avvocati, rispetto alla Rottamazione-quater del 2023, che permetteva l’adesione anche alle casse private come Cassa Forense, Inarcassa o ENPAM, previa delibera autonoma da parte degli enti stessi.
Cassa Forense ricorda inoltre che non ha aderito allo stralcio automatico delle cartelle sotto 1.000 euro previsto dalla Rottamazione-quater, che riguardava anche i contributi dovuti, confermando così la necessità di attenersi, per la nuova rottamazione, al perimetro definito dal legislatore: i contributi Inps non derivanti da accertamento, con esclusione di ogni altro soggetto previdenziale.