Il panorama degli incentivi fiscali per le imprese subisce una metamorfosi sostanziale nel 2026 con la reintroduzione dell’iperammortamento, segnando un parziale superamento della logica dei crediti d’imposta per tornare alla maggiorazione del costo fiscale dei beni.
L’articolo 1, commi 427-436 della L. 199/2025 stabilisce che, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, i titolari di reddito d’impresa possano beneficiare di una variazione in diminuzione della base imponibile IRES o IRPEF; questa è parametrata a scaglioni di investimento decrescenti:
- 180% per quote fino a 2,5 milioni di euro,
- 100% fino a 10 milioni
- e 50% fino al limite dei 20 milioni.
L’agevolazione è condizionata al rispetto delle norme sulla sicurezza e al versamento regolare dei contributi. Un elemento di discontinuità rispetto al passato è il divieto di cumulo con il credito d’imposta 4.0 o 5.0 previsto dalla L. 207/2024.
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La fruizione del beneficio richiede un’attenzione particolare alla velocità di ammortamento dei singoli cespiti; il professionista deve valutare l’impatto finanziario complessivo, considerando che la maggiorazione non può applicarsi a coefficienti inferiori al 6,5%.
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