Lo scambio di informazioni introdotto dalla Direttiva risparmio non è posto a carico solamente degli intermediari finanziari, ma può riguardare anche i privati.
Si pensi, ad esempio, alle società italiane che abbiano emesso obbligazioni sottoscritte da persone fisiche comunitarie o abbiano ricevuto finanziamenti da esse. Altro caso è quello delle società con soci persone fisiche domiciliate in altri Stati della Comunità.
Queste società devono monitorare e comunicare la quota di interessi percepiti, di pertinenza dei soci stranieri. Si tratta di un adempimento particolarmente gravoso se si considera che le società semplici sono, di norma, prive di struttura organizzativa.


