I dividendi provenienti dai paradisi fiscali rischiano di perdere la riservatezza promessa dallo scudo fiscale.
Questo a causa della riforma Ires e delle modifiche proposte nel decreto correttivo che attualmente si trova all’esame delle commissioni parlamentari.
Il problema riguarda il diverso regime di ritenuta applicabile ai dividendi provenienti dai paesi a regime fiscale privilegiato, che dall’attuale regime «a titolo d’imposta» passa «a titolo d’acconto» , quando sono legati al possesso di partecipazioni non qualificate.
Se si trattasse, invece, di partecipazioni qualificate si applicherebbero già da ora le previsioni dell’articolo 47 del Testo unico (commi 1 e 4), con il concorso alla formazione del reddito imponibile nella misura del 100 per cento.


