La Corte di Giustizia Europea condanna le pratiche troppo restrittive adottate dall’Italia nel rimborsare ai contribuenti imposte illegittimamente riscosse.
I giudici, nella causa C-129/00, hanno censurato l’Italia per non aver modificato la legge sul rimborso delle imposizioni percepite dall’Erario in contrasto con il diritto comunitario, riguardanti l’imposta di fabbricazione e consumo, il sovrapprezzo dello zucchero e diritti erariali (mantenendo in vigore l’articolo 29 della legge comunitaria 428/1990).
Il pronunciamento è di ampio rilievo per tutte le procedure giurisidizionali e potrebbe avere significative ricadute economiche, infatti l’elemento decisivo per la condanna è l’interpretazione che dell’articolo 29 è stata data dagli organi giurisdizionali italiani e che obbliga il contribuente a provare di non aver già “scaricato” sui propri clienti il pagamento dell’imposta.


