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Riforma della giustizia tributaria. Commercialisti: preoccupa l’esclusione dei laureati in economia dal concorso

L’ammissione al concorso per la nomina a magistrato tributario attualmente prevista dal disegno di legge di Riforma della Giustizia tributaria per i soli laureati in giurisprudenza, e non anche per quelli in economia, esclude competenze tecnico–professionali fondamentali, e rischia di vanificare del tutto il dichiarato obiettivo di un rafforzamento della specializzazione del giudice tributario. 
E' la posizione del Consiglio nazionale dei commercialisti, espressa dal Presidente Elbano de Nuccio in una lettera inviata alla Ministra della Giustizia, al Ministro dell’Economiae ai presidenti delle Commissioni Finanza e Giustizia di Camera e Senato.

"Con l’esclusione dei laureati in economia dal concorso per la nomina di magistrato tributario", spiega De Nuccio, "ci si priva di specifiche competenze tecnico-professionali nelle materie fiscali, di contabilità aziendale e bilancio fondamentali per il giudizio tributario di merito", che non sono invece rinvenibili nei laureati in giurisprudenza. 
Sono proprio le competenze tributarie dei Commercialisti, sottolinea ancora De Nuccio, che hanno sinora assicurato "la necessaria interdisciplinarietà delle attuali Commissioni tributarie"
"Un laureato in economia che superi le prove di esame nelle materie previste, ivi incluse dunque quelle più propriamente giuridiche, potrebbe favorevolmente garantire una maggiore interdisciplinarità dei collegi giudicanti a tutto vantaggio di una giustizia iperspecialistica come quella tributaria che presenta un tasso medio di complessità piuttosto elevato”.

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