Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri 21 settembre un decreto legge che prevede disposizioni per favorire il rientro in Italia e/o la regolarizzazione di capitali illegalmente esportati all’estero. Destinatari del provvedimento sono le persone fisiche e i soggetti ad esse fiscalmente equiparati. Il provvedimento non riguarda i capitali all’estero provenienti o riconducibili a condotte criminose, nei confronti delle quali rimangono fermi tutti i presidi e gli apparati sanzionatori vigenti. Chi si avvale della facoltà riconosciuta dal decreto si libera dal rischio di un possibile gravame fiscale e delle relative sanzioni applicabili con riferimento agli anni per i quali sono ancora pendenti i termini di accertamento. Per regolarizzare la propria posizione l’interessato è tenuto al versamento di una somma pari all’2,5% delle attività oggetto dell’emersione. Il provvedimento contempla sia l’ipotesi di rimpatrio della ricchezza estera sia quella di regolarizzazione della stessa ricchezza qualora il contribuente scelga di mantenerla all’estero. L’emersione è consentita in entrambi i casi per il periodo 1° novembre 2001- 28 febbraio 2002.
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