Ma il trasferimento di uno solo dei coniugi è elemento di per sé irrilevante e insufficiente per affermare che nell’immobile sia stata stabilita la dimora abituale del nucleo familiare.
Per l’agevolazione prima casa rileva la residenza del nucleo familiare qualora l’acquisto sia effettuato da due coniugi in regime di comunione legale dei beni (potendo i due coniugi avere residenze diverse). Spetta, dunque, al contribuente fornire la prova che nell’immobile si realizzi la coabitazione dei coniugi, elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari. È quanto affermato dalla suprema Corte con la sentenza n. 13334 del 28 giugno 2016.


