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Proroga CIGS per cessazione attività: il chiarimenti del Ministero del Lavoro in GU

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25-05-2016 il Decreto 25 marzo 2016, recante "Definizione dei criteri per l’accesso ad un ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria da concedersi qualora, all’esito di un programma di crisi aziendale, l’impresa cessi l’attivita’ produttiva e proponga concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda stessa e il conseguente riassorbimento del personale".

Il trattamento di integrazione salariale straordinaria, chiarisce il Decreto, puo’ essere prorogato sino ad un limite massimo complessivo di dodici mesi per le cessazioni di attivita’ intervenute nell’anno 2016, di nove mesi per le cessazioni di attivita’ intervenute nell’anno 2017 e di sei mesi per quelle intervenute nell’anno 2018, secondo i criteri definiti dal presente decreto.

La proroga puo’ essere autorizzata quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • il trattamento di integrazione salariale straordinario sia stato autorizzato su presentazione di un programma di crisi aziendale di cui all’art. 21, comma 3, del decreto legislativo n. 148 del 2015, al cui esito, per l’aggravarsi delle iniziali difficolta’ e per l’impossibilita’ di portare a termine il piano di risanamento originariamente predisposto, l’impresa si determini a cessare l’attivita’ produttiva e, contestualmente, si evidenzino concrete e rapide prospettive di cessione dell’azienda;
  • sia stipulato specifico accordo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la presenza del Ministero dello sviluppo economico;
  • sia presentato un piano di sospensioni dei lavoratori ricollegabili nell’entita’ e nei tempi alla cessione aziendale e ai nuovi interventi programmati;
  • sia presentato un piano per il riassorbimento occupazionale in capo al cessionario garantito mediante l’espletamento tra le parti della procedura di cui all’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
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