L’Aula della Camera ha approvato ieri la proposta di legge che fissa un tetto massimo per l’indennità di maternità delle lavoratrici autonome iscritte alle Casse dei professionisti.
Sino ad ora, l’indennità è stata calcolata sul reddito del secondo anno precedente la presentazione della domanda di indennità di maternità. Più alto il reddito, maggiore l’indennità, pari all’80% di un terzo del reddito. Inoltre, potendo presentare tale domanda dai sei mesi antecedenti il parto ai sei successivi, era possibile far coincidere la maternità con il periodo economico più florido. Nel provvedimento, che dovrà ora passare al Senato, l’indennità non potrà essere superiore a cinque volte un importo minimo di base. Vengono presi in considerazione solo i redditi da lavoro autonomo dichiarati alle Casse. E si farà riferimento al reddito del secondo anno precedente l’evento e non più alla data di presentazione della domanda.
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PROFESSIONI, SI’ AL TETTO PER LA “MATERNITA'”
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