I servizi resi da una società consortile ad un soggetto pubblico non qualificabile come “consorziato” o “socio” devono considerarsi imponibili agli effetti dell’IVA. Non trova infatti applicazione la norma di esenzione di cui all’articolo 10, comma 2, del DPR n. 633 del 1972.
Qualora la società non si proponga sul mercato, snaturando l’attività consortile, ma sia obbligata a svolgere tali attività (non potendosi sottrarre allo svolgimento dei progetti che, in base ad una specifica previsione normativa, il soggetto le commissiona in via esclusiva), i servizi resi devono essere esclusi dal computo della prevalenza delle attività rese ai consorziati con pro-rata superiore al 10% o verso terzi.
Tali servizi, pertanto, possono considerarsi esenti da IVA in quanto, al netto delle prestazioni effettuate nei confronti di quel soggetto, l’attività principale della società appare svolta prevalentemente a favore dei propri consorziati.
Questo, in sintesi, il principio di diritto n. 9, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate in data 2 novembre 2018.


