Più tutele e tempi ridotti: cosa cambia per il permesso unico di soggiorno e lavoro

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 156 del 20 gennaio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2024/1233, relativa a una procedura di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro.

Il decreto, in particolare, semplifica l’iter amministrativo per la domanda di permesso unico, riducendo a 90 giorni il termine massimo per la conclusione della procedura di rilascio, salvo casi eccezionali. 

Tra le altre novità, si legge nel Comunicato Stampa di Palazzo Chigi, l’introduzione un obbligo di trasparenza per il datore di lavoro, che dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta.

Il provvedimento interviene inoltre sul versante della mobilità occupazionale, garantendo una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro: lo straniero titolare di permesso unico potrà cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti.
In caso di disoccupazione, il permesso non verrà revocato, permettendo al lavoratore di rimanere nel territorio nazionale per un periodo minimo di tre mesi per cercare una nuova occupazione, rafforzando così le tutele contro lo sfruttamento lavorativo e favorendo l’integrazione regolare.

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