Se la banca ha posto all’incasso un assegno con la firma falsa, il titolare del conto non è tenuto alla procedura del «disconoscimento» della firma ma può chiamare in causa l’istituto per ottenere l’accertamento della non autenticità della sottoscrizione e, nel caso siano state violate le regole della diligenza bancaria, ottenere il risarcimento. In tal modo si è espressa la Corte di Cassazione (sentenza 12471) consentendo quindi al titolare del conto di esperire un’azione immediata, assumendo direttamente l’iniziativa fino ad ottenere la condanna della banca al risarcimento dei danni per l’avvenuto pagamento dell’assegno con firma falsa.
(Fonte: Il Sole 24 Ore)
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