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Piano Transizione 5.0: possibile cumulare il credito d’imposta con altre agevolazioni

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato sei nuove FAQ relative al Piano Transizione 5.0, aggiornate al 10 aprile 2025, che riguardano:

  • le caratteristiche generali del Piano;
  • la procedura per l’accesso all’agevolazione;
  • i beni materiali e immateriali di cui agli allegati A e B alla Legge n. 232/2016;
  • il calcolo del risparmio energetico;
  • la determinazione dell’importo del credito d’imposta;
  • gli impianti per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
  • la formazione;
  • la cumulabilità delle agevolazioni;
  • i controlli e le verifiche.

Con una dotazione finanziaria complessiva pari a 6,3 miliardi di euro, il Piano Transizione 5.0 ha l’obiettivo di favorire la trasformazione dei processi produttivi delle imprese, rispondendo alle sfide poste dalle transizioni gemelle, digitale ed energetica.

Relativamente alla possibilità di cumulare il credito d’imposta con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi, il Mimit fornisce risposta positiva, a condizione, però, che il sostegno complessivo non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione
In tal senso, la base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

Ad esempio, nel caso di un investimento in relazione al quale l’impresa abbia già fruito di un’agevolazione con intensità d’aiuto pari al 60%, il credito d’imposta 5.0 si calcola applicando l’aliquota spettante, definita sulla base dei parametri di investimento e di risparmio energetico di cui all’articolo 10 del decreto attuativo, al residuo 40% dei costi.
Restano fermi i divieti di cumulo espressamente previsti dalle ulteriori agevolazioni di cui l’impresa intende beneficiare.

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