Piano Integrato Autoimpiego: oltre 3.200 progetti finanziati nel primo anno

Il Ministero del Lavoro traccia il bilancio dei primi dodici mesi del Piano destinato ai giovani under 35: attivati 260 milioni di euro di investimenti e concesse agevolazioni per 215 milioni.

A un anno dall’apertura dello sportello, il Piano Integrato Autoimpiego (PIA), promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite il Decreto Coesione, registra oltre 3.200 progetti approvati, con il coinvolgimento complessivo di circa 3.500 giovani in tutta Italia. 

L’iniziativa, cofinanziata dall’Unione Europea (Programma nazionale Giovani, donne e lavoro – Fse+ 2021-2027) e attuata in partnership con Ente Nazionale Microcredito, Invitalia e Sviluppo Lavoro Italia, punta a sostenere la nascita di nuove imprese, attività autonome e libero-professionali.

Risultati, settori chiave e focus sull’imprenditoria femminile

Le iniziative ammesse spaziano in diversi settori produttivi: il 28% riguarda il turismo, il 24% i servizi alla persona, il 15% i servizi alle imprese, l’8% l’ICT e il 7% il manifatturiero, mentre il restante 18% si divide tra agroalimentare, commerciale e costruzioni. 
Per quanto riguarda la forma giuridica, l’82% dei progetti è costituito da attività d’impresa e il 18% da lavoro autonomo e professioni. Un dato di particolare rilievo è la forte partecipazione femminile: il 39% delle domande presentate riguarda iniziative a guida femminile, con una particolare incidenza nelle regioni del Mezzogiorno. 
Complessivamente, circa l’80% delle agevolazioni concesse risulta destinato al Sud, con una forte concentrazione di richieste nelle aree della Zona Economica Speciale (ZES).

Nel fare il punto sui traguardi raggiunti, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha evidenziato come i dati confermino la coerenza di una strategia basata su due direttrici complementari: da un lato il sostegno all’occupazione stabile e regolare, dall’altro la promozione dell’autoimpiego per accompagnare le nuove generazioni nella creazione di attività economiche capaci di generare sviluppo territoriale. Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza della significativa percentuale di domande presentate dalle donne, evidenziandone la tradizionale propensione a creare nuove opportunità di lavoro e a rafforzare un circolo virtuoso di autonomia economica e crescita occupazionale.

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