Nuovo limite a 10 euro per i buoni pasto elettronici

La Legge di Bilancio 2026 (art. 1 comma 14 della L. 199/2025), ha previsto l’incremento da 8 a 10 euro del limite di esenzione giornaliero, ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente, dei buoni pasto elettronici (art. 51 comma 2 lett. c) del TUIR).
Per i buoni pasto cartacei la soglia di esenzione resta 4 euro.

L’esenzione fino all’importo giornaliero di opera anche in presenza di personale assunto a tempo parziale anche quando l’orario lavorativo non prevede il diritto alla pausa pranzo.

L’importo dei buoni pasto che eccede i suddetti limiti concorre a formare il reddito di lavoro dipendente. I buoni pasto non rientrano nella soglia di esenzione dei fringe benefit “ordinaria”.

Il datore di lavoro può scegliere modalità diverse di somministrazione dei pasti ai dipendenti, potendo anche adottare più sistemi contemporaneamente, per esempio istituendo il servizio di mensa per una categoria di dipendenti e implementando il sistema dei buoni pasto per un’altra categoria. Non è però possibile che lo stesso dipendente, con riferimento alla medesima giornata di lavoro, possa avvalersi di più prestazioni. Per questo motivo, qualora il dipendente si rechi in trasferta, la fornitura del buono pasto in aggiunta al rimborso del vitto, determinerebbe la riduzione della franchigia di imposta relativa all’indennità di trasferta.

Ricordiamo che anche gli imprenditori e i liberi professionisti che operano in regime ordinario o semplificato possono dedurre parte delle spese legate ai pasti di lavoro, inclusi i buoni pasto acquistati in proprio. In questo caso però non operano i limiti giornalieri previsti per i dipendenti, ma la normativa prevede un doppio limite di deducibilità da rispettare contemporaneamente:

  • è possibile dedurre solo il 75% della spesa sostenuta;
  • l’importo complessivamente deducibile non può comunque superare il 2% del fatturato annuo.
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