Il concordato preventivo sceglie la linea dura: nessuna esenzione per gli extra redditi, fatture da documentare anche per i professionisti e poteri di accertamento ampliati per l’amministrazione finanziaria.
La versione dell’articolo 33 della legge di conversione, votata ieri in via definitiva dalla camera, risulta dunque completamente stravolta rispetto l’originaria portata del decreto legge 269.
Nella versione definitiva aumentano adempimenti e costi per i contribuenti, sia in termini quantitativi, sia in relazione ai possibili benefici ritraibili dall’adesione.


