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Mini contratti di sviluppo: domande dal 5 febbraio

A partire dalle ore 12 del 5 febbraio, e fino alle ore 12 dell’8 aprile, sarà operativa la piattaforma informatica messa a disposizione sul sito internet di Invitalia per la presentazione della domanda per accedere i Mini contratti di sviluppo, lo strumento agevolativo introdotto dal Decreto ministeriale del 12 agosto 2024 volto a sostenere la realizzazione di piani di investimento nell’ambito della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP).
A segnalarlo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul proprio sito istituzionale.

L’intervento, per il quale sono state destinate risorse complessive pari a 300 milioni di euro, è volto a promuovere programmi di investimento:

  • di importo non inferiore a 5 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro, realizzati dalle imprese, anche di grandi dimensioni;
  • che riguardano un’unica unità produttiva ubicata nelle Regioni meno sviluppate, sulle aree territoriali previste dal PN RIC 2021–2027 (Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna);
  • che rispondono alle finalità e agli ambiti tecnologici di cui alla piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP).

Inoltre, i piani di investimento dovranno essere conclusi entro 36 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni (termine prorogabile per un periodo massimo di dodici mesi), e il piano occupazionale connesso alla realizzazione dell’investimento dovrà prevedere un incremento del numero degli occupati, che comprenda anche l’assunzione di occupati qualificati.

Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di investimento che, attraverso lo sviluppo e/o la fabbricazione delle tecnologie critiche previste dal Regolamento STEP o lo sviluppo della relativa catena del valore, saranno in grado di favorire la sicurezza degli approvvigionamenti nonché la resilienza e la produttività del sistema.
Tali piani, in particolare, dovranno contribuire a ridurre o a prevenire le dipendenze strategiche dell’Unione e/o garantire l’apporto di elementi innovativi, emergenti e all’avanguardia con un notevole potenziale economico.

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