Mercato del lavoro, CNEL: occupazione oltre i 24 milioni e disoccupazione al 5,4%. Cresce la sfida dell’inattività

Nel Bollettino n. 2/2026 il CNEL fotografa un mercato del lavoro in miglioramento, ma segnala l’aumento degli inattivi come principale criticità strutturale.

Nel primo trimestre 2026 il mercato del lavoro italiano conferma segnali di tenuta e miglioramento, con occupazione in crescita e disoccupazione ai minimi. È quanto emerge dal Bollettino CNEL sul mercato del lavoro n. 2/2026, realizzato in collaborazione con ISTAT.
Gli occupati superano quota 24,1 milioni, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,4%, in calo di 1,5 punti rispetto allo stesso periodo del 2025. Migliora anche la stabilità occupazionale, con tassi di permanenza al lavoro superiori al 96% per le donne e al 97% per gli uomini.

“I dati del primo trimestre 2026 confermano la resilienza del mercato del lavoro italiano e mostrano segnali incoraggianti di consolidamento dell’occupazione”, ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta, sottolineando come il sistema produttivo continui a generare lavoro e opportunità.

In crescita anche l’occupazione femminile, che registra un aumento sia in valori assoluti sia nei tassi di partecipazione, accompagnata da una riduzione più marcata della disoccupazione tra le lavoratrici.

Accanto ai dati positivi, il CNEL evidenzia però l’aumento dell’inattività, che coinvolge oltre 12,5 milioni di persone fuori dal mercato del lavoro. Un fenomeno particolarmente evidente nel Mezzogiorno, dove la diminuzione della disoccupazione non sempre si traduce in nuova occupazione, ma in molti casi in un passaggio verso l’inattività.

“Il dato che deve interrogarci maggiormente riguarda la crescita dell’inattività. Oltre 12 milioni e mezzo di persone risultano fuori dal mercato del lavoro e non impegnate nella ricerca di un’occupazione”, ha evidenziato Brunetta, indicando in questo fenomeno una delle principali sfide strutturali per il Paese.

Il rapporto segnala inoltre una trasformazione della composizione dell’occupazione, con una crescita del lavoro autonomo a fronte di una flessione del lavoro dipendente.

Per il CNEL, la priorità resta rafforzare le politiche attive del lavoro, favorire la partecipazione di donne e giovani e ridurre i divari territoriali, valorizzando il capitale umano disponibile per sostenere crescita e competitività.

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