Sulle spese di pubblicità il Fisco si pronuncia a maglie larghe comprendendo: mongolfiere, fuochi d’artificio, affitti di terrazze, gadget.
Secondo il Comitato consultivo per l’applicazione delle norme antielusive sono da annoverare tra le spese di pubblicità:
– i comunicati a mezzo stampa;
– la pubblicità televisiva locale, regionale e nazionale;
– i manifesti, le targhe e le locandine da esporre nei negozi.
Inoltre sono state indicate come spese di pubblicità e propaganda (ove non procurino benefici a determinati soggetti):
– una manifestazione propagandistica da svolgere nella città che ospiterà l’assemblea generale dei soci, quale evento conclusivo dell’anniversario della manifestazione;
– la locazione di una mongolfiera portante il marchio dell’impresa;
– l’affitto di parte di un primario albergo della città ospitante le manifestazioni compreso il giardino o del terrazzo visibile dall’esterno, per eseguire manifestazioni propagandistiche, giochi pirotecnici simboleggianti il marchio dell’impresa.
Vengono invece tenute tra le spese di rappresentanza i costi per le sponsorizzazioni di manifestazioni culturali, sportive e congressi.


